Tempo di decisioni

Sono stata assente decisamente per abbastanza tempo, povero il mio blog, lasciato a se stesso 😦
 
Amici, non potete immaginare la settimana che ho trascorso, molto, molto intensa.
Non perderò tempo con futili giustificazioni, vi dico solo che sto seguendo un corso sulla produzione di birra artigianale e che al contempo ho dato una mano ad un amico a filmare un cortometraggio (del quale vi parlerò ad Ottobre, non prima).
La prossima settimana invece allestirò la mostra d’arte giovanile da me tanto voluta 🙂
 
Veniamo a noi: non so bene come continuare a scrivere questo post…dovrei comunicare tanto e invece i pensieri e le parole mi affogano dentro, facendomi anche un po’ male.
 
Diamo inizio alle danze; inanzitutto in me c’è una sorta di ribellione ai  “no se pol” , che in italiano vuoli dire “non si può”.
Sono una sognatrice concreta, nel senso che quello che sogno provo sempre a realizzarlo.
Cercherò di non lasciar mai niente di intentato nella mia vita.
Intorno a me invece ci sono persone relativamente pessimiste.
Fanno di tutto per non fare quello che vogliono, trovando una marea di giustificazioni più o meno serie.
Prima di tutte: mancano i soldi.
La giustificazione che più odio.
 
Il fottuto dio denaro, se le persone cominciassero a guardarsi attorno, ad osservare la natura, si renderebbero conto che questa va comunque avanti, alla grande e senza moneta.
L’uomo è l’unico animale  che ha deciso di imbrigliare la propria esistenza e sprecare la propria vita a “volerlo accumulare”.
Sarò forse un po’ troppo idealista – due giorni fa mi sono anche sentita appioppare della comunista (ma io non sono ne di destra ne di centro ne di sinistra) – però a me di accumulare tanti soldi, non me ne frega niente, sono stati creati per essere spesi e quindi vivo senza l’ansia del possederne o farne tanti.
Un giorno morirò e non saranno loro a lavarmi l’anima dinanzi a Dio.
 
Bisogna assolutamente imparare a realizzare i propri sogni a costo zero.
 
Altro punto, salto da palo in frasca, io e la parola addio siamo due mondi che non conciliano.
So bene però che ci sono momenti in cui le persone devono necessariamente allontanarsi per poi potersi ritrovare; questo è uno di quei momenti, per me…non lo vivo a cuor leggero ma so che è la scelta più giusta da farsi.
Punto finale di questo post…perché poi devo andare: il 2013 finirà in delirio e il 2014 sarà un anno ancora più esagerato.
 
Oggi è una giornata un po’ sui generis 🙂
Passerà 🙂
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...about me? Ah ah ah...
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5 risposte a Tempo di decisioni

  1. piero747 ha detto:

    Non per forsa ci si ritroverà con l’altro/a, ma sicuramente è possibile ritrovare se stessi! 😉

  2. Daniela Pungitore ha detto:

    A Frillyland tutto e’ a costozero…avrei voluto una seconda manovra Amato stanotte, un bel prelievo sui miei 12,97 euro sani sani 😀

  3. marco ha detto:

    I soldi sono importanti.. l’ideale sarebbe guadagnarli e spenderli, come dici tu. Sennò non si progredisce! I miei genitori sono genovesi, per cui non ti dico che tirchi e che idea dell’economia e della vita hanno! Io ho il cuore rosso e di sinistra e sono un dissipatore, sono andato via di casa in affitto per conto mio con la mia ex che forse adesso mi lascerà dei mesi da pagare fregandomi. E lavoro spaccandomi la schiena tutti i giorni anche se sono laureato. Bisogna coltivare i sogni a costo zero, continuando a fare la nostra strada per sopravvivere. Ma non si può solo sopravvivere, sarebbe una condizione che non ci fa veramente umani: Perché, come dici tu, c’è anche la natura e tutto quel che vale. E non c’entra essere di destra o di sinistra, è vero, perché l’armonia con la natura e un modo degno di vivere e lavorare è un’idea comunista, ma il diritto di investire i tuoi soldi e di pensare anche allo spirito oltre che ai bisogni materiali può essere un’idea più conservatrice. Il vero problema è che, al giorno d’oggi, la crisi è una grande scusa e una grande beffa per le nostre generazioni. Ed è una realtà anche e è irreale. Per cui ci ritroviamo o senza lavoro,o, chi ce l’ha, con la paura di perderlo. Io ultimamente mi chiedo per cosa sto lavorando: perché i soldi che faticosamente accumuliamo accettando lavori denigranti e disgreganti, abbiamo il diritto sacrosanto di investirli nella nostra felicità e nel futuro nostro e dei nostri figli. O almeno, dovremmo averlo. Scusa la lunghezza del commento, ma il tuo post mi ha fomentato!! In positivo però eh, che sono tutte cose che pensavo anch’io ultimamente…

    • Cerchidifumo ha detto:

      concordo in quel che dici 🙂 Io sai con oggi che ho iniziato a fare? a far compere in giro per i mercatini e a barattare le cose che non mi servono 😀 una figata assurda…

  4. johndscripts ha detto:

    Non c’ho mai creduto ai No Se Pol, forse xkè non m’accontento pure io e pure io voglio la mia vita adesso, subito e come dico io 🙂

    Un in bocca al lupo x il resto 😉

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