Da vicino nessuno è normale.

Tornata da Milano e sopravvissuta al venerdì 🙂
 
Non faccio un racconto di quanto è accaduto perché altrimenti non ne vengo più fuori…Farò un breve riassunto:
 
mercoledì ora pranzo partenza,  arrivo in serata, visitato per l’ennesima volta piazza Duomo \ Corso vittorio Emanuele… Fatto aperitivo al castello sforzesco (dei veri ladri) e poi ricerca dell’ostello già prenotato.
Ad Affori, in via Ippocrate 45.
Ostello Olinda, all’interno dell’ex ospedale Psichiatrico Paolo Pini, gestito da persone normali con altri diversamente normali 😀
Una figata assurda.
 
Ovviamente per arrivarci metro gialla direzione Comasina e poi abbiamo dannato un po’ per trovare l’ingresso dell’ostello visto che il cancello principale era chiuso.
 
Trovato l’ostello, dopo aver dormito relativamente bene, dopo aver fatto colazione ed aver ereditato da una inglese, ospite come me dell’ostello, 1 yogurt e 3 mele sono andata al convegno\seminario “Costruttori di Urbanità” presso il “TeatroCucina” del Paolo Pini.
Conferenza super, seguita da pranzo al Jodok, ristorante\locale sempre all’interno del Paolo Pini, vicino all’ostello e gestito da diversamente normali insieme ad altri normali.
Ripresa poi la conferenza – con fatica – fino al tardo pomeriggio.
Infine saluti, uscita dal Paolo Pini, tappa kebabbaro per asporto, di corsa in stazione dei treni di Milano, consumato kebab ed infine treno per Trieste.
 
Sono stati 2 giorni intensi.
Oggi ho dormito fino a pranzo per riprendermi e in pomeriggio dopo aver registrato la puntata per la web radio, ascoltabile al sito http://www.unipopts.it (programma NOI che si trova nella sezione podcast) sono andata in Protezione Civile.
 
Domani iniziamo a girare invece un cortometraggio! 😀 Ore 14.00 iniziano le riprese.
Sarà da schiantarsi dalle risate.
 
Che dire…Ultimamente i miei ritmi sonno-veglia sono quasi completamente rovesciati ^_^
Ieri sera il rientro in stazione a Trieste è stato freddo e solitario, fortuna che c’erano le altre mie due compagne di viaggio e il signor Roberto che gentilmente è venuto a prenderci.
Totoro ovviamente ha fatto ritardo, come sempre.
Arrivare in stazione e non trovarlo è stata una sgradevole sensazione, anche se già me lo sentivo che non sarebbe riuscito ad essere puntuale.
Ovviamente non l’ho aspettato…La stazione dei treni di Trieste all’1.20 di notte è deserta e l’idea di doverlo aspettare lì da sola la trovavo agghiacciante, così mi sono unita alle mie due compagne per tornare a casa.
Lui poi mi ha telefonato per chiedermi dove fossi ma ormai io ero già in dirittura di casa.
 
…Sto in trattative per adottare un altro coniglio, così avrò 2 culetti pelosi che corrono per casa ❤ che bello!
E ora me ne vado a dormire, ovviamente non m’è stata ancora data risposta del “perché un papagallo” (leggere qualche post prima) e inizio a sospettare che una risposta non l’avrò mai ^_^
 
Comunque lavorare con i diversamente normali (quelli che gli altri definiscono pazzi) a me piace.
Mi sento nel mio…Forse perché loro sono molto più facili da capire, hanno schemi più semplici di comportamento rispetto alle noiosissime persone “normali”.
 
L’ingresso al Paolo Pini comunque è fantastico..Sopra al cancello troneggia la scritta “DA VICINO NESSUNO è NORMALE”.
Lo credo anche io 🙂
E ora me ne scappo a “cercar di dormire”.
 
Buon week a tutti!
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...about me? Ah ah ah...
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3 risposte a Da vicino nessuno è normale.

  1. tramedipensieri ha detto:

    Buon fine settimana….
    “da vicino nessuno è normale” è bellissimo! …voglio dire…una bella frase…considerando che a volte è …vera.

    ciao
    .marta

  2. Sono convinta che in ognuno di noi c’è un pizzico (magari anche una manciata) di sana pazzia! Altrimenti non avrei fatto ciò che ho fatto…
    A Verona, o meglio a Legnago ci andiamo noi il prossimo fine settimana… altra palata di pazzia, con il concorso internazionale Salieri…
    Ma la vita è bella così! Sereno buon fine settimana, claudine

  3. L. ha detto:

    Il signor L. ricorda con piacere le notti trascorse a “Il posto delle fragole”, nell’ex OPP, il profumo della salsedine che saliva e si stendeva silenzioso sulla città e le luci del porto, lontane, che promettevano il fare del giorno dopo e la pace del momento. Lei vive in un luogo meraviglioso, signorina C., se lo goda.

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