POST C

C come…
Qual è la prima parola con la C che vi viene in mente?
A me << culo>> .
E il titolo di una canzone con C?  << CI vuole K >>> dei Concido 🙂
Canzone che per me avrebbe dovuto vincere il Festival di Sanremo categoria Giovani…Ora non ricordo di che anno, però rimembro che presentava Bonolis.
Classica canzone che viene snobbata dai più ma che a me mette il buon umore quando la ascolto, schietta e vera.
 
 
Un oggetto a voi caro che inizia con la C?
Rullo di tamburi…..Ecco il mio:
 
C

cosa sarà mai questo oggetto misterioso?

Come noterete questo blocchetto di plastica rappresenta una C.
è un regalo di mio padre fattomi quando andavo all’asilo  😀 Ricordo che un giorno tornò a casa e mi disse “tieni, l’ho preso per te”… Quei classici pensierini che un genitore fa ad un figlio quando è piccolo, senza che ci sia un motivo in particolare.
Cosa sarà mai????? Tadadadan!
 
Robottino

è un piccolo robot!

In pratica è un piccolo robot- transformer 😀
Ne avevo alcuni… Fatto sta che questo è l’unico che è sopravvissuto ai vari traslochi e cernite di giocattoli fatte nel corso degli anni.
Se dovessi costruire una capsula del tempo da mandare nello spazio o da sotterrare affinchè venga scoperta dai posteri sicuramente ci infilerei il piccolo Robot C 😀
 
Inoltre vedendo delle foto sul blog di Orso Chiacchierone (http://orsochiacchierone.wordpress.com/) , ho notato che anche lui ha delle lettere-robot come questa ed allora ho capito che, alla fine degli anni 80, devono avere creato una collezione di robottini transformer 😀
Sto pensando che sia stato un peccato non aver collezionato tutte le lettere del mio nome…Uff!
Comunque questa è la prova schiacciante che ad un bambino\a basta poco per divertirsi.
Oltre ai robottini mi ricordo che giocavo con i dadi- abecedario;  in pratica ogni lettera dell’alfabeto era rappresentata da un dado; su una faccia c’era scritta la lettera in maiuscolo e sulle altre erano disegnati degli animali od oggetti che avevano quella lettera come iniziale con tanto di parola scritta in corsivo.
Esempio:  lettera A —>su una faccia c’era una bella A maiuscola e cicciotta, di colore nero su sfondo azzurro, sulle altre 5 rispettivamente compariva un albero (con la scritta Albero), un’Aquila, un Amo, un’ Ananas e un’Aragosta.
Avevo tutto l’alfabeto e ricordo di essere arrivata in prima elementare che già sapevo scrivere 😀
DI quei dadi non se n’è salvato nemmeno uno (che tragedia), con animo estremamente caritatevole so di averli regalati ai bambini dell’ex Yugoslavia.
 
Eh…La guerra del 1991; è incredibile come il resto dell’Italia non la tenga in considerazione :S
 
Per me quel periodo è veramente VIVO nella mia memoria, direi  cristallizzato.
Scoppiò di punto in bianco e se anche non ci fossero più libri di storia io saprei ricordarmi  quando: faceva caldo, era l’estate del 1991.
Tutti avevano paura che vivendo sul confine al guerra ci raggiungesse, come se quella che oggi è la Slovenia volesse espandersi ed inglobarci a se.
Fortunatamente non andò così, la Slovenia si staccò in tempi brevissimi e senza troppi casini…Ma noi non eramavo poi così distanti da non temere quel conflitto che continuava nel resto della Yugoslavia.
L’estate del 1991 la passai più a casa che al mare; quel che non dimenticherò mai sono le notti.
…Quelle lunghe, afose, fottute notti, passate a letto a contare gli aerei che passavano sopra la mia casa.
 
Un andirivieni continuo e quando passavano  se aprivo le finestre poco dopo si sentiva uno strano riecheggiare in lontananza, portato dal vento.
La notte si fermava sotto il peso dei miei perchè; mi domandavo perchè passassero solo di notte e cosa facessero.
Le facce degli adulti, quando chiedevo spiegazioni si contorcevano in strane smorfie e tutti si perdevano a trovare giustificazioni che sembrassero buone, cose del tipo “vanno a portare la pace”… “Vanno a fare questo e vanno a fare quello” ma nessuno che io ricordi mi ha mai detto la verità, cosa che avrei apprezzato, visto che a 6 anni non si è tanto scemi da non capire se sta accadendo o meno qualcosa di brutto.
 
Fatto sta che passò l’estate e gli aerei non diminuirono, divennero una sorta di nota stonata di fondo.
Iniziai la prima elementare, pochi giorni dopo nacque mia sorella e tutto pian piano andò a ristabilizzarsi (nonostante la nota stonata).
Iniziò il periodo delle CERNITE E RACCOLTE, ricordo che quell’anno (e nei successivi) più e più volte facemmo la raccolta di “un qualcosa” da mandare ai bambini dell’Ex Yugoslavia.
Era proprio la scuola ad organizzare, chiedendo il contributo dei genitori e così durante l’anno partirono vari furgoni con cibo, vestititi, generi di prima necessità e giocattoli.
 
<< Faremo una cernita di giocattoli da mandare ai bambini dell’ex Yugoslavia, quindi se avete qualche gioco che volete regalare, mettetelo in una busta e portatelo in classe. Mi raccomando, che sia un gioco funzionante così poi lo manderemo a dei bambini che per colpa della guerra non hanno più giocattoli >> disse un giorno la maestra.
 
Parole che riecheggiano nelle mie orecchie; che apocalisse! Un mondo senza giocattoli… Fu così che, non sopportando l’idea di un luogo dove ci fossero bambini senza giochi, diedi via bambole, dadi e robottini.
Quella buona donna della mia maestra doveva essere una grande curiosona perchè quando la raccolta fu finita (avevamo accatastato i sacchi su dei banchi sul fondo dell’aula) disse:
<< Bene, vediamo cosa avete deciso di regalare e controlliamo che sia tutto in ordine>>.
Iniziò così ad aprire i vari sacchetti e d’un tratto esclamò: 
<< di che è questa bellissima bambola?>>.
 
Alzai lo sguardo e notai che la bambola che teneva in mano era la mia.
Ricordo di essere rimasta a mia volta sorpresa nel vedere la mia maestra così stupita.
– è mia! – risposi.
– Ma Emanuela, sei sicura di volerla dare via?
– Si, perchè?
– Perchè è una bellissima bambola!
– Io non ci gioco perchè non mi piacciono quel tipo di bambole.
– E i tuoi genitori te la lasciano dare via?
– Si.
 
Era una bambola regalatami credo dalla mia bisnonna…Da collezione.
Quelle di porcellana, vestite di tutto punto, coi capelli veri.
La bambola in questione aveva un vestito stile ottocento giallo e tutto merlettato, un cappellino a falde larghe, capelli ricci e marroni, corpo in tessuto, mani, piedi e testa in porcellana.
Per me era inutile perchè:
1. non era snodabile
2. non potevo pettinarle i capelli (aveva il cappellino attaccato in testa).
3. non potevo spogliarla per vedere cosa c’era sotto i vestiti e rivestirla con qualcosaltro…
Quindi a mio giudizio era inutile, ma sapevo che altre bambine riuscivano a giocarci con quel genere di bambola e quindi me ne liberai a cuor leggero.
Insieme a quella bambola sono finiti anche i miei dadi-abecedari, i robottini e vari pupazzi.
Ora a pensarci non so bene quanto si diverta un bambino probabilmente analfabeta e che non spiccica una parola di italiano a giocare con dei dadi come quelli…Però a me piacevano e anche tanto!
Avevano dei bei disegni e separmene è stata una piccola morte, come per i robottini, tant’è che ne ho conservato uno in ricordo, quello che consideravo il più bello, il C-Robot.
…Dietro ogni singolo oggetto a volte si nascondono storie infinite.
Chissà che fine hanno fatto gli altri robottini, chissà se qualche bambino c’ha giocato e magari è sopravvissuto a quel periodo triste.
Ho tenuto con me solo il C-Robot perchè la C era la lettera che all’epoca più mi piaceva; tutto merito del dado-C.
Su quel dado le parole rappresentate erano: CASA, CUORE, CIELO, CONIGLIO.
20 anni dopo la lettera C continua a piacermi: C come Credo, Compassione, Castità (che non ho), Coraggio, Colore…
 
Notte a tutti.
 
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...about me? Ah ah ah...
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13 risposte a POST C

  1. Orso Chiacchierone ha detto:

    Grazie per la citazione in questo bellissimo post!
    Ah, la collezione l’hanno riproposta, già in due serie diverse! Ora in giro dovresti trovare quella anche con i numeri!i

  2. io sono tornata con la fissa per i puffi: peccato che la mia borsina dell’asilo di sarah kay con dentro i miei puffi originali primi anni ’80 non si sa che fine abbiano fatto. ma mi sono ricostruita un po’ il tutto.
    appena riesco a finire il post, c’è un premio per te 😀

  3. nanalsd ha detto:

    Ora mi metto a piangere (:

  4. johndscripts ha detto:

    Pure io ho qualche rimenbro di quel periodo… 10 anni e la spensieratezza di un’estate che andava vissuta da ragazzo… i problemi dei “grandi” erano così distanti… io ero distante…
    D’altronde ero solo un ragazzino e potevo solo dare quello che non usavo… così vestiti ed altri giocattoli finirono via, fuori di casa mia, oltreconfine… spero siano stati d’aiuto veramente.

    Oggi magari li vedrò in mano ad un’altro bambino, forse figlio di quel bambino che l’ha ricevuto in dono… chissà nel mio girovagare che vedrò ancora…

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