Disordine

Da qualche parte tra il sacro silenzio e il sonno
Disordine, disordine, disordine.

Sono giorni disordinati.
Sia nella mia testa che nel mondo a quanto pare…
L’attentato alla scuola mi ha lasciato spiazzata, credo comunque che sia opera di un pazzo, per quanto merde siano mafiosi, cammoristi, quelli della Sacra Corona Unita e similari…Non credo che si abbassino a tanto.
Ok, i morti li fanno, tra lupara bianca, ragazzetti sciolti nell’acido e atrocità similari, fanno veramente schifo però non compiscono mai nel mucchio e a caso; solitamente vanno a colpo sicuro.
Insomma sono delle merde ma delle merde organizzate.
Quindi credo che sia opera di un pazzo.
 
Uno squilibrato o una coppia di squilibrati, come quelli che si trovano in America e che vanno a scuola armati e uccidono i compagni.
…Una sorta di “involuzione suddista” di Unabomber.
 
Mi dispiace per le vittime e i feriti, insomma non è mai bello quando degli innocenti civili muoiono.
Ma chissà che cavolo di deve essere passato per la testa a quello che ha combinato questo disastro.
 
Accendo la radio, sta mattina sul presto e sento del terremoto nell’Emilia.
Ho una zia li, l’ho telefonata e il terremoto l’ha sentito.
 
Sono stufa della tv e delle brutte notizie.
 
La mia felicità personale è in netta dissonanza col quello che accade nel resto del mondo.
Dovrei sentirmi in colpa?
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...about me? Ah ah ah...
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4 risposte a Disordine

  1. lois ha detto:

    Non credo che i nostri momenti di felicità debbano essere mortificati da quanto accade nel mondo. Oltretutto poi il tuo modo di sentire, che è anche quello di tanti altri che mostrano sensibilità e coralità rispetto a quanto ci accade intorno, ne è una prova. In questo momento senti di dover “nascondere” il tuo essere felice per non dissonare con gli eventi, brutali e naturali che nell’arco di 24 ore chi hanno tutti posti in un senso di precario equilibrio. Non ti nego che anche io sono sconcertato per l’episodio di Brindisi (che per qualunque natura esso sia è orrore e basta!) e stamattina la notizia del terremoto mi ha spiazzato ancor di più. Viviamo nel mondo. È tutto. Un mondo che si trascina sempre più verso il baratro delle incertezze e delle cattiverie che si interpongono nella quotidiana normalità di ciascuno di noi. Con tutte le nefandezze, le crisi e le cattiverie di cui forse (purtroppo) non riusciamo più neppure a immaginare.
    Il tuo sentirti in colpa è anche il mio, ed anche quello di tanti altri, che apprezzano la bellezza della quotidianità, delle piccole e dei piccoli gesti che poi puntualmente si devono scontrare con tutto quello che c’è fuori. È triste, ma è così.

  2. FrancescoRoss ha detto:

    Almeno siamo in buon compagnia…chissà se c’è stato un attimo nella vita di qualcuno in cui il suo umore e stato emotivo rifletteva quello che succedeva nel mondo…non lo so..io sono in costante dissonanza, come te…ciao! bel post!

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