Nulla è banale

Ho iniziato ad intagliare il legno.
Non è cosa da tutti e sto trascorrendo i tempi morti tra bulini, scalpelli e sgorbie.
 
Credevo che non sarei mai riuscita a lavorare sui volumi, sono brava a disegnare, a trovare soluzioni alternative, sto imparando addirittura (da sola) a fare mosaici ma il legno è sempre stato lontano da ogni mio pensiero.
Forse perchè la credevo una cosa “maschile”…è stato il regalo per il tuo compleanno a farmi varcare il confine.
 
E sorprendentemente riesco bene, anzi molto meglio di quello che mi aspettavo!
Tutto è iniziato perchè mi serviva una base dove attaccare i tasselli del mosaico che sto creando per te.
Tasselli minimamente banali perchè li ho fatti a mano con la pasta autoindurente e pitturati 1 ad 1 in acrilico.
Sti cazzi!
Eggià, mica sono una che i tasselli li compra già pronti, anche perchè nei negozi al dettaglio i prezzi sono inavvicinabili e poi hanno solo quella noiosa forma quadrata e piatta.
Avrei voluto comprare le listarelle in pasta vitrea da rompere con martellina e tagliolo ma non si trovano al dettaglio, non nella mia città.
Le avrei dovute ordinare on line e non mi andava. Ho bisogno di vedere e toccare il materiale prima dell’acquisto.
Nella mia testa un mosaico è di tipo “esplosivo”…Ha i pezzi irregolari che escono furi dal piano.
 
Vabbè alla fine ho trovato l’alternativa 😀 Sto facendo i tasselli a mano, così posso dare loro la forma che desidero.
 
La famigerata base dove attaccare i tasselli con  pasta siliconica è in legno.
Essendo una perfezionista, prima di dare la mano di fondo oltre ad aver scartavetrato la superficie (usando finalmente il trapano di mio padre) ho deciso di intagliarla.
Voglio che i pezzi sembrino incastonati nel legno.
 
Quando parto con progetto artistico inizio con un’idea del “circa cosa vorrei ottenere alla fine”  ma in pratica man mano che procedo finisco per apportare modifiche e migliorie, tant’è che quello che doveva essere un quadro alla fine diventerà un crest.
 
Non immagini la fatica per tagliare la base rettangolare col seghetto a mano per darle una forma tipica da crest.
Comunque  lavorando lavorando mi sono resa conto di essere brava, quindi quando avrò finito il tuo regalo di compleanno, inizierò a dedicarmi al 3d perchè ho una missione:
 
creare una madonna in legno per mia madre. è una vita che stressa col fatto che vorrebbe metterne una in giardino.
Penso di potercela fare.
 
Comunque appena avrò finito il regalo per Totoro e dopo che glielo avrò consegnato condividerò con voi la foto dell’opera finita 😀
 
Buona settimana a tutti!
 
 
 
 
 
 
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Informazioni su Cerchidifumo

...about me? Ah ah ah...
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7 risposte a Nulla è banale

  1. kiaraandhercats ha detto:

    Credo che per fare un lavoro simile bisogna esser portati e bravi,io non son capace nemmeno a modellare il pongo.
    Buona giornata,un abbraccio…

    • Cerchidifumo ha detto:

      🙂 oh, il pongo! All’asilo mi ricordo che giocavamo con vagonate di pongo, chissà se anche oggi i bambini lo usano. Comunque io credevo di non essere portata e il cuore ha esultato quando ho notato che è nelle mie capacità anche lavorare il legno. Tutti comunque hanno una loro vena artistica, tutto sta è avere il coraggio di lasciarla scorrere 🙂
      buona giornata anche a te! bacio.

  2. E. ha detto:

    Ma che bello! Intagliare il legno! Mi piacerebbe tanto imparare! Sarà che sono negata nel ricamo mentre sono brava nel bricolage, ma mi ha sempre affascinato! Grandissima, Cerchietto! 😀

    • Cerchidifumo ha detto:

      Ah, il ricamo…Il mio massimo è il punto croce, imparato alle scuole medie durante l’ora di educazione tecnica (quando a scuola si faceva anche qualcosa di pratico). In pratica per il mercatino natalizio confezionavamo dei quadretti ricamati che poi andavano in vendita e i soldi ricavati li usavamo per la nostra “adozione a distanza”.
      La mia classe aveva adottato un bambino peruviano (da noi tutti soprannominato Toio) e così 2 volte all’anno facevamo dei lavori per raccogliere dei soldi che poi la prof spediva ad un’associazione di volontari che portava avanti sta faccenda dell’ “adozione a distanza” 🙂
      Tant’è che poi Toio ogni tanto ci mandava qualche lettera raccontandoci come se la passava (a quanto pare bene anche grazie a noi).
      Fatto sta che per un natale organizzammo la solita raccolta e io feci un albero di natale ricamato a punto croce. A mio avviso bellissimo.
      Quando lo consegnai alla prof, quella brutta vecchia veramente stronzissima mi disse “davanti è venuto benissimo ma dietro i punti sono brutti”…In pratica nel punto croce sia il fronte che il retro del ricamo devono essere perfetti, solo che nel mio caso, dovendo ricamare un sacco di gingilli di colori diversi, il retro venne un po’ incasinato.
      La mia risposta fu un calmo “chi se ne frega, tanto chi lo compra guarderà solo il davanti mica il retro”.
      Da quel giorno comunque, nonostante sia brava a cucire ho mandato a fanculo il punto croce. Forse dovrei riprenderlo…Però prima mi piacerebbe imparare a lavorare ai ferri e migliorare con l’uncinetto (mi piacerebbe ogni tanto dedicarmi alla fabbricazione di sciarpe, cappellini e minchiate similari) 😀

      • E. ha detto:

        Mi è piaciuta la tua risposta alla prof.! Avrei fatto uguale! 😉

      • Cerchidifumo ha detto:

        si, era una di quelle prof pignole e che andava a simpatie ed antipatie. Io non ero una delle sue simpatiche perchè facevo il mio, arrivando ad ottimi voti ma non la calcolavo molto…Cioè si vedeva che ero brava di mio e non grazie ai suoi insegnamenti e questo le dava fastidio.
        Tant’è che mi ha rotto le palle per tutti e 3 gli anni delle medie, cercava sempre il pelo nell’uovo con me.

        Ma alla fine Dio si è dimostrato potente. Suo nipote è stato alunno di mia madre ed è un maleducato, strafottente e asino di prima categoria. è stato anche bocciato… Della serie ognuno ha quel che si merita. Probabilmente se fosse stata meno stronza ai suoi tempi probabilmente ora avrebbe avuto un nipote di cui andar fiera.

      • E. ha detto:

        le vie del Signore sono infinite… 🙂 Mi ricorda la mia maestra delle elementari: un incubo di donna!

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