Abito tappezzeria.

Allora…Oggi mi sono trovata per pura casualità a passare da Benetton.
Premessa, quasi mai indosso abiti di marca perchè “sono di marca”, compro quello che mi piace e che abbia un prezzo RAGIONEVOLE.
 
Ragionevole per me vuol dire che non devo spendere più di 30.00 euro per un abito.
Perchè? Perchè gli abiti sono fatti per essere usati, si rovinano, si lavano e servono esclusivamente per “comprire”.
Stesso discorso vale per le scarpe e per gli accessori.
La moda è per chi ha voglia di prederci tempo e capitali in modo spropositato, fosse per me girerei con un sacchetto dell’immondizia, di quelli neri addosso…E non escludo che ci farei comunque la mia porca figura 😀
 
Vabbè, ero in giro con mia sorella che invece è più presa dal settore moda rispetto a me ed entriamo in questo negozio per fare un giro e vedere se ci fosse qualche occasione.
 
In pratica “vivo di botte di culo”…Nel senso che entro magari in un negozio e trovo sempre qualche occasione del tipo “ultimo capo, ultima taglia, prezzo scontatissimo”. 
…Questo è uno dei vantaggi di essere magrolina e piccolina, le taglie S sono quelle che restano spesso sul groppone e quindi quando subentra il “cambio stagionale” o “i saldi” te le tirano dietro.
 
– Ehi guarda! C’è un abito stile tappezzeria rosso e bianco a 10.00 euro! Sono rimaste solo 3 capi, tutti e 3 S, ora ne provo 1… Certo che Benetton ha dei gusti quasi discutibili quanto a scelta di fantasie.
 
Mia sorella mi guarda come per dire “ma con che coraggio indosseresti una merda del genere? Io se esci da camerino con quella roba addosso faccio finta di non conoscerti”.
 
Già, effettivamente quell’abito ricorda molto uno di quelli indossati da mia nonna quando era giovane…Quelle che ne sanno molto più di me di moda lo definirebbero VINTAGE.
 
Guardandolo pensavo tra me e me che fosse veramente un vestito per donne audaci ma per 10.00 euro mi sono fatta coraggio e ho mi sono detta “per quando brutto possa sembrare devo indossarlo necessariamente”.
Mentre tiravo su la zip mi dicevo, senza guardarmi allo specchio:
 
– Solitamente i vestiti che a vedersi fanno schifo poi su di me hanno un effetto “figo”. Inoltre se mia nonna è riuscita a trovar marito indossando “cose del genere” forse un abito così è seducente pur non sembrandolo, come la storia della “VESTAGLIA DELLA NONNA MODELLO GIUDITTA ” (sul quale ho scritto un post in precedenza questa estate).
 
Esco dal camerino, mi guardo allo specchio e il miracolo è compiuto.
Anche se sembro uscita da un film anni 50\60 quell’abito mi sta bene, molto. è proprio figo!
 
Torno a casa e inizio ad indagare sul come cavolo si chiama la fantasia: Pied de Poule = piede di gallina (che nome di cacca).
 
Più di 10.00 euro comunque non avrei mai speso per quella roba lì, che checchè se ne dica secondo me fa tanto tappezzeria\tappeto…. Gli stilisti se la menano dicendo che è una “fantasia raffinata e ricercata”…Sarà, per me è e resta una roba “ai limiti dell’indossabile”.
 
Il vestito in questione è questo qui 😀
Lo indosso tra un po’…Voglio vedere Totoro cosa mi dirà 😀
 
 
Sia chiaro io la moda non la seguo, compro quello che mi piace o che trovo stranamente affascinante.
…Questo abito rientra nella categoria del “per quanto mi paia brutto di primo acchito, dopo un po’ c’è un qualcosa di ipnotico che mi prende e me lo fa piacere”.
 
Sono certa che mia nonna approverebbe 😀
.
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...about me? Ah ah ah...
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12 risposte a Abito tappezzeria.

  1. ehm… non ti offendi se ti dico che, secondo il mio personale gusto, è osceno? sicuro su una magrolina ci sta bene, magari con una cinturina nera sottile in vita (o poco più su, presumo sotto al seno, se ricordo come va la moda)…
    tu sei fortunata con la taglia, io anche se tornassi in forma, sarebbe comunque difficile: rispetto a 10 anni fa le taglie sono state ridotte, checché se ne dica. ho una felpa gas M comprata 13-14 anni fa che ora che per certe marche sono XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXL mi va ancora bene.
    ad ogni modo, io per i vestiti non guardo tanto le marche, guardo ciò che mi piace e se il tessuto e il prodotto vale l’importo sull’etichetta. di certo non vado a spendere 4-500 euro per un barbour o come si chiamano i giacconi che vanno di moda negli ultimi anni (ammetto che il barbour andava di moda a fine anni ’90, comunque NO non ce l’ho né in originale né in altra versione).
    per le scarpe invece non bado a spese nel senso che no, non spendo 3-400 euro per un paio di tomaie e suole ma se sono scarpe che metto spesso, avendo problemi di talloniti, non reputo una spesa insensata il cercare delle scarpe buone. anche perché i piedi sono la base della nostra postura e mettere a rischio quella può avere delle conseguenze a vari livelli.
    prendimi per matta, ma ho una collezione di ciabatte&co. della birkenstock rigorosamente originali. certo, se vedo una scarpetta da poco che so di usare poco, la prendo per sfizio, ma le mie scarpe sono in genere di buona marca.
    non credere che io ne abbia chissà quante, anzi. ma quelle che ho le metto tanto e quindi ci spendo qualcosa. sempre nel limite del ritenere il prezzo giusto per il prodotto.
    🙂

    • Cerchidifumo ha detto:

      è quello che pensavo anche io quando l’ho visto, ma addosso non mi sta male 😀
      Mi fa molto “casalinga anni 50” 😀
      Comunque io per le scarpe solitamente in periodo invernale giro o con le scarpe da ginnastica o con gli anfibi. I tacchi non sono contemplati in inverno 😀
      In estate invece passo agli infradito e ai tacchi e zeppe (dipende da cosa indosso e dove devo andare).
      Il mio problema è principalmente 1 : ho la pelle dei piedi veramente delicata e risco a farmi uscire quelle antipatiche vescichette da sfregamento anche con le scarpe migliori del mondo, addirittura sono riuscita a “vescicarmi” con un paio di infradito Birkenstock che sono studiati appositamente per tutelare il piede (li ho regalati a mia madre che ha il mio stesso numero)…Alla fine quindi cerco dei modelli di tacchi\zeppe estive che abbiano una struttura tale da evitarmi possibili “sfregamenti da camminatura” tipo devono avere la fibietta da legare attorno alla caviglia e che lasci il tallone scoperto (o è sicuro come la morte che mi si gratta via la pelle del calcagno pure se metto dei cerotti a protezione) e che siano preferibilmente fatte in tessuto o con pelle morbidissima.
      Trovare “il tacco perfetto” solitamente è un’impresa (ovvero quello che una volta calzato non mi faccia uscire nessun arrossamento\vescica ne sulle dita, ne sotto la pianta del piede ne sul tallone) però poi quando lo trovo e lo compro “cerco di tenerlo in vita il più possibile”… Sono un’abbonata del calzolaio per capirci 😀

      PEr casa invece uso solo i calzini antiscivolo o giro scalza, non uso ciabatte 😀
      Solitamente le scarpe le acquisto o da Pittarello o da Deichmann o da Bata o in negozi di sport.

      Comunque ad oggi credo di non aver mai passato i 100 euro per un paio di scarpe…Anche perchè col mio stile di vita tendenzialmente vivo nelle mie scarpe da running o in calzini 😀

  2. zebachetti ha detto:

    Oddio i gusti son gusti ciao cerchietto auguri

  3. Orso Chiacchierone ha detto:

    Beh, effettivamente la fantasia del vestito è ipnotica!
    Ora che l’ho visto… lo indosserei anche io! 😛
    Comunque concordo con te: i vestiti sono una di quelle cose che vanno vissute e non possiamo stare sempre col pensiero di rovinarli o sporcarli perché li abbiamo pagati tanto!

    • Cerchidifumo ha detto:

      Ho sviluppato questa sorta di “risparmio selettivo” nei confronti degli abiti costosi quando andavo all’asilo…
      In pratica successe che per un compleanno, quello dei 5 anni (ancora me lo ricordo) una zia mi regalò un completo (pantalone e maglia) veramente carino.
      – Il problema è che da bambina stavo più con le ginocchia per terra che non in piedi; giocando o in cortile o nel giardino dell’asilo tornavo a casa spesso con i paltaloni bucati. Ho preso certe scivolate e ginocchiate che mi meraviglio ancora del fatto che non mi sia mai rotta nulla. Mia madre per sopperire il mio dono di “distruggere gli abiti” ad un certo punto ha iniziato a vestirmi con le classiche tutine “da battaglia” ed a rammendare i vari buchi da caduta che mi facevo con le toppe 😀 (Non c’è una foto della mia infanzia nella quale non indossi dei pantaloni con delle toppe).-
      Sciaguratamente il giorno dopo il mio compleanno decidi si indossare il famigerato completo figo per andare in asilo, il pomeriggio stesso, durante una corsa sfrenata (stavamo giocando al gatto e al topo) caddi.
      La mia reazione quando mi rialzai (nell’immediato e senza piangere) fu “…Il pantalone nuovo! L’ho già distrutto! Mamma si arrabbierà”.
      Tornai a casa e seguì il seguente cazziatone: “Brava! Hai già rovinato il pantalone nuovo! Ma possibile che non riesci a stare attenta?”.

      La cosa mi diete talmente fastidio che ricordo di aver pensato: “da grande non comprerò mai abiti che se si rovinano fanno arrabbiare qualcuno”.
      Poi maturando ho elaborato il concetto primordiale e mi ritrovo ad avere 27 anni ed essere estremamente convinta che la bellezza trascinde i vestiti e quel che si indossa; quindi non ha senso seguire la moda e spendere millini in completi che “durano meno di una stagione”.
      Tant’è che mi piaccio e piaccio anche indossando una tovaglia 😀

      • Orso Chiacchierone ha detto:

        Eh eh, mi hai fatto ricordare una brutta esperienza che ho avuto da piccolo identica alla tua! Pantalone nuovo comprato il giorno prima + skateboard di mio cugino + discesa del garage sotto casa = caduta con annesso strappo del pantalone altezza ginocchio!
        Ora tendo a distruggere i vestiti… ma perché li sfrutto a dovere!
        E, come te, penso che l’importante sia quello che c’è all’interno di quei vestiti: i vestiti belli non rendono necessariamente le persone belle!

  4. matteo baudone ha detto:

    è carino il vestito dai… non hai speso male i 10 euro

  5. ljqueenbee ha detto:

    A prescindere che io adori la Benetton, quel vestito è carinissimo, per me sono 10 euro spesi bene! E quella fantasia a Pied de poule, ma in versione bianca e nera, è stata utilizzata da diversi stilisti negli anni, da Dior (che la utilizzò e la continua ad utilizzare anche per la decorazione delle boccette dei profumi – Diorissima, Miss Dior, Miss Dior Cherie) a Chanel, Moschino, Yves Saint Laurent…! Certo poi la moda alla fine è sempre quella…si ricicla con gli anni, per questo finché si può, mai buttare niente! Comunque è certo che l’eleganza, lo stile e ciò che è l’essere di una persona non si misura da un abito. Ognuno deve stare bene con ciò che gli piace di più! La personalità si crea essendo originali, non seguendo necessariamente le etichette!
    Un saluto,
    Little J.

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