Un uomo così…

Ricordo che ogni tanto scherzavo con mia madre sul come avrebbe dovuto essere l’uomo della mia vita… Tra una battuta e l’altra alla fine concordavamo sul fatto che ” un pasticcere ” sarebbe stato l’ideale.
Ideale per lei che è golosa e per me che riesco bene in tutti gli ambiti culinari ad eccezione dei dolci, non mi ci sono mai messa di impegno perchè i tempi di lavorazione sono biblici…Tipo fare la pastasfoglia o il pan di spagna…solo quello mi fa passare la voglia inoltre credo che saper far dolci sia un’arte che ha tutto un suo capitolo.
 
Ricordo che quando conobbi Luca gli  chiesi “cosa fai nella vita?” lui mi rispose “faccio dolci” e io rimasi a bocca aperta.
Lui quasi si vergognava a dirlo, circondato da gente che invece era ed è alle prese con lauree e mestieri “ufo”, per me invece da quell’istante è diventato “un figo”.
– Quindi tu sei un pasticciere? O mio dio che figo!!! Troppo bello un uomo che sa usare le mani per fare cose buone e che rendono felici..
 
Mentre lui mi guardava interdetto, quasi non capendo cosa potessi trovarci di così figo, io ero partita per la tangente e continuavo a dirgli – dovresti essere fiero di quel che fai, è un mestiere nobile il tuo.
 
Passano i mesi, ci mettiamo insieme e ieri si è presentato a casa mia per cena con una Sachertorte, fatta da lui.
è la classica torta che per quanto trovo figa e buona non ho mai avuto il coraggio di comprare per intero perchè non è molto economica, tant’è che la si vende a fettine che costano minimo 2.50 l’una.
I soldi per comprare una Sacher preferisco investirli in palline di gelato 😀
 
Ma tornando a ieri, arriva a casa mia con una Sachertorte, fatta da lui. La tiro fuori dal contenitore e resto senza parole; era bellissima, quasi mi dispiaceva assaggiarla.
Il sapore era perfetto, un tripudio di cioccolato con un retrogusto di mamellata di albicocche, dolce come lui.
Uao…Sto con un uomo che sa fare le torte, i dolci e i biscotti! Che figo! Che figo! Che figo!!!
 
Ora però è doveroso che lui si spinga con me nel caldo sud Italia (visto che da Roma in giù non c’è mai stato…Cosa tipica degli italiani e anche vergonosa: girano per il mondo ma snobbano le città della loro Nazione)  per imparare a fare i babà e tutti quei dolci tipicamente campani come i mustaccioli, la sfogliatella, la santarosa etc…
 
Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii…..W il babà….Il mio preferito è quello spaccato con la panna in periodo estivo, mentre nel periodo natalizio preferisco mangiare i mustaccioli.
In pratica sto a dieta tutto l’anno solo per poter mangiare, senza poi ingrassare, gelato, babà e mustaccioli 😀
Non vado pazza per i dolci di qui, di stampo tipicamente austroungarico, nulla contro di loro ma sono tendenzialmente dei “mattoni”, tant’è che spesso li chiamo i “dolci della tristezza” perchè oltre la loro pensantezza spesso esteticamente li trovo poco invitanti.
 
Insomma capitemi; entro in una pasticceria triestina e trovo:
pinze, putizze, strudel, la crema carsolina (dolce tipicamente triestino), torta sacher, krapen –
scendo nella mia amata terronia e trovo:
– babbà, sfogliatelle, paste di mandorla, i dolcetti in pasta reale, la pastiera…
 
Immaginatevi un vassoio pieno di babà
babà
 
e uno pieno di carsoline:
crema carsolina
 
Insomma…Il mio occhio esteta predilige i primi.
 
Il mio totoro è bravissimo a fare i dolci tradizionali triestini, ma non conosce quelli del mio amato profondo sud.
Capisco che chi è nato al nord si specializza a fare le specialità nordiche e chi nasce al sud impara i segreti dei dolci di giù, però secondo me un pasticcere per essere un top class deve saper fare tutto,quindi……………………………………… Presto arriverà Pasqua, mia madre è la regina incontrastata delle pastiere, dolce  napoletano che ha fatto conoscere a tutti i nostri amici e conoscenti triestini patocchi e che sa fare in modo divino e così inizierà il corso di aggiornamento di Totoro.
Imparerà dalla meglio in tutta la regione FVG a “come fare le pastiere”.
 
Il passo successivo sarà una visita gastronomica a Salerno, Napoli e dintorni, per fargli assaggiare i dolci del posto.
Non c’è niente di meglio la mattina dello scendere a piedi, farsi una camminata sul mare baciati dal sole e fare colazione con un babà fresco, fatto da poco, scende giù che è una meraviglia.
 
La mia pasticceria preferita, alla quale sono affezionatissima e che secondo me fa i babà migliori è la seguente:
 
Pasticceria Le Rose DI NOTARI SALVATORE & C.
 
Sta in via Lucio Orofino 43, a Salerno, zona Torrione, è piccolina però quando entri davanti e ai lati c’è un bancone e dei frigoriferi che dentro contengono delle meraviglie! Ecco, mi piacerebbe portare lì il mio Totoro e fargli fare 4 chiacchiere col pasticcere che sta nel laboratorio sul retro.
è la mia preferita perchè è il classico laboratorio che non fa pubblicità perchè non ne ha bisogno, in pratica la scopri quasi per caso e poi ti ci affezioni.
Sta vicino a casa di mia nonna materna ed è da una vita che quando vado a stare da lei (anzi ANDAVO perchè sono stata ripudiata e non ho sue notizie da un anno) la mattina per colazione scendevo e mi facevo fuori un babà e inoltre prendevo l’immancabilmente una teglia di babà mignon, spaccati con la panna e la fettina di ananas come guarnizione da mangiare nel dopopranzo in famiglia.
Eh…La mia amata “Terronia”.
Per carità, non rinnego Trieste, però a volte manca Salerno e il Tirreno, i profumi della Costiera Amalfitana, il mare di Cetara, Vietri sul Mare con le sue ceramiche…Amalfi, Positano, i limoni…Capri, Ischia…Napoli…Pozzuoli…Gli scavi ormai a “remengo “di Pompei, Casalvelino,Sapri…
 
Mi domando come facciano i miei a vivere lontano da dove sono nati, anche perchè Salerno non è una città di “merda” dalla quale scappi volentieri, anzi, roba che ti viene la depressione quando finiscono le vacanze e te ne torni su, nella ridente, pulita e ordinatissima città di Trieste a volte però decisamente silenziosa.
 
Dio che bello che è il mercato di Salerno 😀 Con i tizi che urlano per vendere la merce:
– O melone! O melone e fuoc! Accattatavil signò!…
Mentre qui da me, il giorno di mercato ormai è un’accozzaglia di cinesi,indiani e bancarelle sempre più extracomunitarie e molto silenziose.
Farsi una camminata nel mercato di Salerno è un’esperienza di vita formativa 😀
Farlo quotidianamente ti fa le ossa.
 
A volte mi manca anche il negozio di baccalà di mia nonna paterna, ora passato a mio zio, che vende il baccalà e lo stok migliore della città  (e non lo dico perchè sono sua nipote ma perchè ci ho passato estati della mia vita lì; il baccalà e lo stoccafisso che vende arrivano dalla Norvegia – tant’è che c’è tutta una procedura di bagni in acqua per ammollarlo, c’è tutto un modo particolare per tagliarlo etc…Vabbè segreti di chi vende baccalà da generazioni 😀 ).
Sta in via dei Volontari della Libertà 39, a Salerno ed in pratica è sempre stato il luogo di ritrovo della famiglia in periodo estivo.
– Cerchietto dove vai?
– Vado a fare un giro al mercato e dintorni…
– Ok a che ora torni?
– Bo non lo so, ci vediamo dopo al negozio di nonna.
Il negozio non si può sbagliare nel riconoscerlo, in pratica sta all’angolo della strada e ha una tenda di colore verde 😀
Se vi trovate a passare c’è la possibilità che troviate una signora anziana probabilmente impegnata a sgranare un rosario, ecco, quella è mia nonna paterna che in pratica ha trasformato il negozio in una sorta di confessionale multietnico e interreligioso 😛
Se non trovate lei, ci starà mio zio, uomo di poche parole che nella vita probabilmente avrebbe dovuto fare il filosofo e che stimo in quanto è fuggito dalla trappola del matrimonio e delle donne 😀
 
Totoro deve assolutamente scendere giù con me…
Se sopravvive ad un pranzo domenicale da mia nonna me lo sposo 😀
 
 
 
 
 
 
 
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...about me? Ah ah ah...
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11 risposte a Un uomo così…

  1. valeprue ha detto:

    per i babà non ci sono parole che noi umani possiamo trovare per descriverli adeguatamente!!!

    • Cerchidifumo ha detto:

      e infatti….Qui a Trieste tentano di farli col risultato che sono una vera chiavica.

      O sono troppo asciutti, o mettono un liquore diverso da Rum e ti ritrovi a masticare una papocchia che sempra pan di Spagna inzuppato di maraschino…Insomma è una tragedia, tant’è che mi domando com’è che a Trieste non è ancora arrivato un pasticcere napoletano con i controcoglioni che sti benedetti babà li sappia fare come Dio comanda. ^_^ Farebbe palanche e palanche di soldi.

  2. E. ha detto:

    viava i dolci… tutti! sono golosa da morire!

  3. Delle volte penso che da qualche parte c’e’ un blog segreto di Totoro in cui dice le cose che dovresti far tu !

    Tuttavia questa volta lo fai per il suo bene !

  4. mellie ha detto:

    Ahhh mi ha fatto venire una fame -_-
    Comunque è vero Salerno è bellissima e allo stesso tempo vivibilissima. Una di quelle pasticcerie storiche è pure Pantaleone in via Mercanti (però probabilmente è anche la più costosa).

  5. masticone ha detto:

    Toro per me rimane il migliore….

  6. elisir ha detto:

    Quanto mi piace il baccalà! E il tuo racconto colmo di dolci.

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