Vivere in Ovviolandia

In questi giorni ho ribattezzato l’Italia col termine “OVVIOLANDIA”.
 
Ovviolandia è un luogo dove tutte le cose scontatamente negative accadono sempre.
è un luogo dove non c’è mai fine al peggio.
è un luogo dove le cose belle ovviamente non accadono mai.
In Ovviolandia la democrazia viene deleggittimata ogni giorno da un governo tecnico che nessuno ha votato e che non si sa per quanto resterà in carica.
Non rimpiango il governo Berlusconi, ma spero che si torni presto alle urne.
Il mio governo ideale è quello “munito di palle”.
In Ovviolandia mancano persone con PALLE GRANITICHE che detengano il potere decisionale.
Io forse sono estrema, probabilmente sono la persona meno political correct del pianeta, ma me ne frego dei modi gentili e della diplomazia.
Ovviolandia ripudia la guerra.
Ok, mi sta bene.
Mi sta meno bene quando però il governo si cala le braghe ai dictat europei e nelle vicende internazionali.
Mi riferisco alla situazione dei nostri due Marò in India, io la situazione l’avrei risolta facilmente.
Il fatto è avvenuto in acque internazionali, i due soldati devono essere processati in ITALIA.
(Sia chiaro che io credo nella loro innocenza fino a prova contraria).
Comunque…Sono finiti in carcere, a questo punto c’è poco da contrattare col governo indiano; bisogna semplicemente passare alle ritorsioni.
<<Se non ci ridate i nostri 2 marò inizieremo a boicottare tutti i negozi indiani, l’import\export con voi e inoltre non rinnoviamo più il permesso di soggiorno in scadenza a quelli del vostro Paese.>>.
Dai luminari della scienza a quelli che vendono le rose per strada, non me ne frega niente.
Ecco: questa soluzione non è minimamente ragionevole ma forse farebbe capire agli integralisti indiani che non ci caliamo le braghe solo perchè loro hanno problemi con Sonia Ghandi….
Metto un link “luminare sulla faccenda”:
http://temi.repubblica.it/limes/india-italia-lenrica-lexie-i-maro-e-il-colonialismo/32717
 
In OVVIOLANDIA si costruiscono o vengono proposti progetti inutili, dannosi per l’ambiente, antidemocratici e dall’odore vetusto, come il TAV o il rigassificatore di Gas Natural a Trieste.
 
Già, in Ovviolandia succede che se una multinazionale spagnola presenta un progetto per costruire un rigassificatore che fa schifo, (nel vero senso del termine eh?) oltre ad avere il beneplacito del governo trova anche consensi.
In Ovviolandia, la gente non si informa, da tutto per ovvio e scontato.
In Ovviolandia succede che chi ha delle valide argomentazioni per essere in disaccordo col governo riguardo ad un progetto non viene ascoltato.
In Ovviolandia succede che i rigassificatori vengono costruiti nelle zone meno idonee.
Trieste è una delle poche città italiane che ha subito un attentato terroristico.
Ovviamente in Ovviolandia la gente non ha memoria e si è dimenticata anche di Gramsci e del suo “la storia insegna ma non ha scolari”.
In Ovviolandia le persone hanno rimosso dalla memoria l’attentato alla S.I.O.T nella notte del 4 agosto 1972 a Trieste:  furono piazzate quattro bombe sotto quattro diversi serbatoi che si incendiarono ed ovviamente in una città che è un “punto sensibile” vogliono costruire un rigassificatore.
In Ovviolandia costruiscono i rigassificatori senza prima aver pensato a progettare e costruire un metanodotto.  Ovunque un rigassificatore senza metanodotto non serve, è come usare un cellulare senza la SIM. Solo in Ovviolandia si progettano i rigassificatori senza un metanodotto al quale allacciarsi.
 
In Ovviolandia il rigassificatore ha un perimetro che dista 60 metri dal centro abitato e che in caso di incidente farebbe una strage.
Ma ovviamente in Ovviolandia gli incidenti non accadono mai e se anche succedono vengono dimenticati facilmente, come quello di Viageggio, dove a saltare non fu un rigassificatore ma un semplice vagone che trasportava GPL…Figuriamoci se succedesse un incidente, un malfunzionamento dell’impianto che contiene molto più gas di un vagone cosa accadrebbe!?!?
Ma ovviamente in Ovviolandia i rischi non vengono mai presi in considerazione.
In Ovviolandia non si considerano nemmeno i danni all’ecosistema e alla salute dell’uomo.
In Ovviolandia il rigassificatore progettato è vetusto, usa acqua di mare per trasformare il gas dallo stato liquido ad aeriforme…Infatti verrebbe costruito sulla costa.
In Ovviolandia per il Ministero dei Beni culturali e dell’ambiente questo non è un problema.
Non è nemmeno un problema sapere che l’acqua di mare per essere usata dall’impianto viene pompata e sterilizzata con cloro e dopo l’utilizzo viene nuovamente sversata in mare.
Si tratta di un utilizzo di massiccio di acqua marina giornaliera, non si parla di bicchieri ma di 1 milione di metri cubi d’acqua giornalieri.  Tale quantitativo verrebbe trattato  con cloro per uccidere i microorganismi marini che altrimenti andrebbero ad incrostare le tubature dell’impianto.
In Ovviolandia in pochi sanno che il Cloro reagendo con le sostanze organiche (presenti nell’acqua di mare) per quel principio del “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, forma dei prodotti chiamati “cloroderivati”.
In Ovviolandia ovviamente non sanno che i cloroderivati sono cancerogeni che quindi in pratica il rigassificatore sverserebbe in acqua ogni giorno 1 milione di metri cubi inquinati e tossici per l’ecosistema.
In Ovvionandia si dimentica che anche l’uomo fa parte dell’ecosistema e che quindi i danni da cloroderivati non li subirebbero solo gli abitanti del mare ma anche quelli li mangiano e che in esso vanno a farci il bagno.
In Ovviolandia inoltre si dimentica che l’acqua marina che viene usata dal rigassificatore verrebbe ributtata nella baia\golfo con una temperatura più bassa di quando è stata pompata, circa 5°C in meno e che questo causerebbe un abbassamento generale della temperatura della baia di Muggia.
In Ovviolandia hanno dimenticato che Trieste non è bagnata dall’OCEANO, ma sta sul mare Adriatico e che la nostra baia in pratica una “pozzanghera” rispetto a dove normalmente vengono costruiti dei rigassificatori del genere.
In Ovviolandia si dimentica che Trieste ha un porto e che il rigassificatore Gas Natural userà delle GASIERE ENORMI per portare il gas liquido al rigassificatore (che lo fa tornare aeriforme)… In Ovviolandia nessuno considera che se una nave container o di quelle che portano il gasolio o di quelle che portano le materie prime alla Ferriera di Trieste sperona una gasiera sono guai grossi; ma ovviamente incidenti del genere non sono contemplati…SPERIAMO CHE NON CI CAPITI UN ALTRO SCHIETTINO.
Tant’è che in America e nel resto del mondo, tranne che in Ovviolandia ovviamente, per proteggersi dai capitani incauti,  seguono le direttive internazionali che predispongono che le gasiere abbiano un “loro specifico corridoio dove transitare”, nel quale nessun’altra imbarcazione può passare.
Il teorico corridoio marittimo che usa il resto del mondo è largo quanto il nostro golfo in pratica ^_^
L’arrivo delle navi che trasportano il gas causerebbe il blocco del transito navale a tutto il golfo triestino.
In Ovviolandia hanno dimenticato che l’economia di Trieste si basa SUL PORTO e che quindi delle gasiere romperebbero solo i maroni.
In Ovviolandia hanno anche dimenticato che il VALLONE DI MUGGIA e il Golfo di Trieste hanno un fondale basso, talmente basso e che tutte le navi grandi vengono sempre rimorchiate, quindi anche le gasiere dovrebbero essere rimorchiate…E questa manovra non mi sembra saggia soprattutto se ho un carico esplosivo\incendiario.
In Ovviolandia hanno anche dimenticato che il passaggio delle gasiere, in un fondale basso come il nostro causerebbe un sollevamento della sabbia del fondale marino e riporterebbe in sospensione i matalli pesanti depositati nel corso dell’ultimo secolo di inquinamento.
In Ovviolandia inoltre dimenticano che se una gasiera per motivi di sicurezza dovesse allontanarsi dalla costa, nel nostro caso non lo potrebbe fare in autonomia ma aspettare un rimorchiatore.
 
In Ovviolandia si dimentica che anche la Slovenia ha dato il suo parere contrario al progetto perchè se saltiamo in aria noi, saltano in aria anche loro 🙂
 
In Ovviolandia nessuno ha detto a Gas natural “se proprio vuoi costruire un rigassificatore” proponine uno di tipo Offshore FSRU nelle acque internazionali tra la Slovenia, la Croazia e l’Italia perchè sarebbe la sola soluzione “meno peggio” quanto a sicurezza e ambiente e quasi perfetta per un mare come l’Adriatico.
Invece gli  spagnoli, neo-lanzichenecchi, sapendo di avere a che fare con lo Stato delle banane dell’Ovviolandia ci propone un rigassificatore che è una me*da progettuale, pericoloso in tutti i sensi…Ma in Ovviolandia ovviamente stanno andando avanti col progetto, nonostante i no dei cittadini e “forse” Trieste avrà il suo “inutilissimo rigassificatore”, utile quanto il TAV in Val Susa.
 
Scrivo “forse” perchè qualora Gas Natural dovrebbe avere i permessi, prima di passare dal progetto cartaceo a quello di acciaio e cemento in mezzo incontrerà il mio corpo e quello di tante altre persone. 🙂
 
 
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...about me? Ah ah ah...
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17 risposte a Vivere in Ovviolandia

  1. quandolibuttivia ha detto:

    Il problema di fondo, però, è sempre lo stesso: I “big” che prendono queste decisioni, spesso inutili se non dettate dal proprio tornaconto, sono votate dal popolo. Il popolo le ha scelte e nel corso dei decenni ha continuato a scegliere. Scelte che il cittadino ha fatto sempre in malo modo poichè dettato da una coscienza politica e civile molto bassa.

    Capita oggi sui temi che hai citato, capitava anche 20-30 anni fa. Altri problemi ma stessa prassi. Non è cambiato nulla. Più dell’80% della popolazione si lamenta ma continua a votare. E’ come essere in una gabbia, essere picchiati e maltrattati e per giunta dar ragione al proprio secondino. E’ un atteggiamento sadico che l’italiano medio continua a fare. Non possiamo poi lamentarci di aver politici corrotti e arrivisti quando quasi tutta la popolazione lo è. Non possiamo manco aspettare il salvatore perchè altrimenti ammettiamo di essere delle capre che abbiamo bisogno del bastone del pastore per capire la via. È sbagliato il concetto di questa democrazia. È sbagliato parlare di libertà perchè probabilmente non esiste. A me non me ne frega di poter dire “pinco pallo è una merda” altrimenti non mi sento libero. A me importa che la persona si alzi e inizi a fare qualcosa, impegnarsi. Fare…e non disfare. Costruire. Plus come direbbero i latini.

    Forse possiamo parlare di diventare adulti nel termine più civico della parola pero’ alla fine finire come nel libro “Così parlo Zarathustra”…sapremo i nostri errori ma la gente ci deriderà.

    E sarà solo l’ennesimo fallimento…

    • Cerchidifumo ha detto:

      …No, piano e bene: nel caso rigassificatore qui nessuno l’ha votato, almeno non la cittadinanza, è un’imposizione dall’alto.
      Ed è questo che mi fa girare i maroni.
      Come per il nucleare abbiamo detto NO, e idem per la privatizzazione dell’acqua anche altre determinate opere pubbliche dovrebbero essere soggette a referendum, non uno nazionale ma a livello regionale(secondo me).

      Tipo in Val Susa dicono che “lo vuole l’europa”, sto paio di cazzi…Me ne frego dell’Europa, andassero a farsi il TAV dove è veramente necessario. siamo veramente servi dell’Europa e questo mi fa girare le scatole, perchè io metto al primo posto la Nazione e poi il resto.
      Il fatto che siamo stati presi al cappio è colpa della nostra classe politica che non ha i maroni per mettere in chiaro le cose e dire di no a determinati dictat.
      La gente in Val Susa sta manifestando per salvare il proprio territorio e si ritrova presa a manganellate.
      C’è qualcosa che non funziona nella nostra democrazia.

      Inoltre non si può permettere ad una ditta straniera, che non conosce il territorio di venire a fare i suoi porci comodi qui.
      Come non si può nemmeno permettere alle aziende italiane di delocalizzare all’estero la produzione, come ormai fanno tutti, lasciando i lavoratori specializzati a casa ed andando ad assumere una manodopera estera non qualificata e che per di più schiavizzano.
      E questa qui non è colpa del popolo votante ma dei politici che disattendono la Costituzione.

      Io voto una persona sperando che sia valida e che faccia il bene del paese.
      Se poi quella persona disattende ogni aspettativa e ha comportamenti o prende decisioni anticostituzionali, io vorrei che si dimettesse per lasciar spazio a gente valida, come succede in ogni altra parte del mondo no?
      Questo in Italia non accade; la gente manifesta, si incazza e protesta ma i nostri politici continuano a tenere il culo attaccato alla sedia.

      In questo momento poi siamo talmente mal messi che non sappiamo nemmeno chi votare e quindi ci è stato appioppato un governo tecnico che però per quanto ci provi fa fatica a prendere decisioni per il bene della Nazione, d’altronde da un banchiere come Monti non ci si possono aspettare scelte che non mettano al primo posto l’Europa.
      In campagna elettorale i nostri politici sono sempre tutti “fighi, tosti, pronti a spaccare il culo a tutti”, poi come si siedono sulla poltrona diventano una marea di decelebrati e senza palle. Corrotti da far schifo, e questo vale sia a destra che sinista che centro.
      è sta cosa non va bene.

      Abbiamo una Costituzione che è un’opera d’arte…Che ci tutela, che se veramente fosse applicata renderebbe questa Nazione una nuova culla del rinascimento…E invece un cazzo.
      Ci sono addirittura decelebrati che pensano di modificarla.

      Poi che l’italiano medio sia una capra, è una cosa risaputa, anche io spesso mi sento capra dinanzi a certe tematiche…Quello che mi fa girare gli zebedei e che almeno le capre si incazzano, quelle vere…E fanno male quando calciano.
      Molti italiani, non hanno nemmeno più la voglia di arrabbiarsi e dire no, sembra che si siano arresi.
      Ma io sono ottimista, molto ottimista, in quanto so che c’è anche una fettina attiva della popolazione che fa il meglio per farci uscire da questi anni bui.

      Io nel mio sono fin troppo attiva, sono da poco entrata nella consulta giovanile del paese e spero di riuscire a far qualcosa di buono per i giovani del mio paese (anche se gli scogli sono tanti, soprattutto l’assenza di soldi da destinare alle nostre iniziative).
      Ai miei 30 ho deciso di candidarmi come Sindaco o quantomeno di entrare nella giunta del mio paese e poi da lì, ROMA.
      Ormai è una questione di principio, io so di essere meno peggio di quelli che ho sempre votato fin oggi.

      Ci sono molte idee in italia sul “FARE”….iL PROBLEMA è CHE A CHI DEVE FARE SOLDI NON INTERESSANO.
      🙂

  2. zebachetti ha detto:

    toro toro in questo post non c’è? strano. scherzi a parte ecco un’ altra schifezza. sai una cosa ? questo governo mi sta andando sui maroni . berlusconi lasciamo perdere, bersani per carità, vendola bo!!!!!! di pietro non ne parliamo, la lega per carità di Dio, allora? Una soluzione c’è Cerchietto for -president. by

    • Cerchidifumo ha detto:

      scherzi a parte io ora sono nella consulta giovanile di Muggia, sono stata votata 😀 Ho iniziato a mescolarmi coi politichesi, finirà che farò veramente una strage.

      No, niente totoro in questo post 😀 Meglio cambiare a volte 😀

  3. E. ha detto:

    Ripeto… Cerchietto for President!

  4. intesomale ha detto:

    dimentichi di dire che: In Ovviolandia la gente pensa che il governo ideale sia quello “munito di palle”. Più ovvio di così…

    (l’Ovviolandia è anche piena di gente che non ha capito come funziona la costituzione rispetto ai governi tecnici, e di persone che vogliono entrare in politica e non sanno che i governi li nomina il capo di stato… ciò detto, Monti mi fa schifo, ma non per le ragioni più Ovvie e populiste)

    • Cerchidifumo ha detto:

      Intesomale…è talmente ovvio che in pratica però un governo “munito di palle” non si è ancora realizzato.
      Dimmi se trovi in tutta la storia della Repubblica un governo che secondo te abbia veramente funzionato bene.
      Un governo che abbia fatto veramente il bene della Nazione.
      Io non ne ho memoria…Ne che fossero di sinistra ne che fossero di destra o centro, ma forse perchè sono giovane.
      Poi i governi li nomina il capo di stato…Ma ti ricordo che esistono delle consultazioni. Non è che decide lui di punto in bianco chi schierare come se fosse l’allenatore di una squadra.
      Da quando ho iniziato a seguire le vicende politiche del paese mi ricordo solo di “indulti, leggi svuotacarcere, tasse, tasse, tasse e leggi ad personam”.
      Poi mi ricordo di Tangentopoli…Ero piccola ma Di Pietro magistrato me lo ricordo…E lo schifo pre tangentopoli.

      Il problema della Nazione resta principalmente 1 solo: si vuole il cambiamento, ma non ci si fida di quelli che il cambiamento possono portarlo, i giovani.
      Hai mai visto un Governo formato da trentenni? Per costituzione chi intende candidarsi al Senato deve avere 40 anni di età… Ma alla camera, dalla quale poi la maggioranza designa i membri del governo, si può essere eletti dai 25 anni in su.

      Scommettiamo che quando il governo Monti finirà la sua “missione” e si tornerà alle urne, se si dovesse presentare un partito politico formato solo da gente dai 25 anni in su nessuno lo vota e vengono eletti gli stessi matusalemme di sempre?
      Ad oggi la Nazione ha sempre puntato sull’esperienza degli anziani, dimenticandosi che in ambito politico l’ “anzianità sarà pur sinonimo di esperienza” ma spesso conincide anche con una “sordità nei confronti della voce del popolo, ad una sete di potere personale, ad interessi da tutelare che poco centrano col bene comune e alla mancanza di palle”.
      Con palle intendo il coraggio di prendere scelte impopolari a livello europeo o internazionale ma che migliorino la situazione Nazionale, cosa che un giovane populista probabilmente invece prenderebbe.
      Cosa ne abbiamo ottenuto fidandoci di quelli che fanno da una vita i politici e che sono invecchiati sulla poltrona? Merda.

      Io non intendo arrivare a 30 anni (tra 3 anni) e vedere che non è cambiato un cazzo, magari avrò idee populiste ma non credo minimamente che i giovani italiani siano solo un branco di decelebrati, bamboccioni, fannulluni.
      Anzi, il punto è che sono\siamo troppo buoni, troppo rinuniciatari nell’esigere quello che ci spetta per diritto costituzionale ovvero il lavoro e la possibilità di cambiare in meglio l’Italia.
      Io sono un membro del popolo giovane, come te suppongo e quindi esprimo idee in quanto tale e da popolana vorrei che ci fosse un’inversione di quella tendenza per la quale “soldo fa soldo e merda fa merda”.

      Monti ti fa schifo.. Ma non per le ragioni più ovvie e populiste, cioè?
      Sei uno di quelli che crede che “il potere è in mano ai rettiliani?” e che quindi Monti sia un rettiliano?
      Sono curiosa di sapere il tuo punto di vista su Monti 🙂

      Namaste

      • intesomale ha detto:

        Governi con le palle: non so cosa intendi dire, quindi non so dirti se ne abbiamo avuti. Da anarchico, dubito che mi piacerà la tua definizione, ma se me la comunichi, provo a rispondere.

        Monti non è un rettiliano, è un esponente della destra liberale, che come tale cerca di salvare il mercato prima dei lavoratori. Passano secoli, decenni, anni, l’uomo rimane lo stesso.

        Tuttavia, continuo ad avere l’orticaria quando la gente dice che i governi tecnici sono anti-democratici.

        Infine: no, non ho fiducia nella nostra generazione. Siamo qui in fila ad aspettare che ci inculino e il massimo che sappiamo sperare è che faccia più male a quello a fianco. Mi dispiace. Non vedo il motivo di pensare bene dei miei coetanei.

        tukmaza kanissuwar esdu (se mi saluti new-age, ti 1-uppo con una lingua *molto* più fica)

      • Cerchidifumo ha detto:

        Palle: termine utilizzato talvolta nell’espressione colorita “avere le palle” (o i coglioni o gli attributi) per indicare persone (uomini e donne) capaci e lodevoli nel compiere il duro mestiere del vivere onestamente.
        Governo con palle: governo formato da persone capaci nel compiere il duro mestiere di vivere e con la spiccata attitudine ad prendere scelte che portino ad un benessere collettivo della Nazione.

        Il governo attuale non è qualificabile in quanto non è stato scelto dal popolo elettore, non nato da una scelta collettiva forte\democratica. Nessuno ha votato per Monti e il resto della combriccola.

        Sia ben chiaro che io quando parlo di democrazia mi riferisco al come la intende Pascal, ovvero
        Democrazia = non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto.

        Quindi quando parlo di “governo con palle” mi riferisco a persone CHE SAPPIANO FARE IL GIUSTO IN MODO FORTE.
        Poi tu in quanto “anarchico”, mi sembra ovvio che hai forti attacchi di orticaria dinanzi a discorsi del genere: per te lo Stato non dovrebbe proprio esistere, probabilmente speri nella creazione di una società ordinata ma senza gerarchia, governi, rappresentanti e votazioni.
        Il che sarebbe fattibile se fossimo in 4 gatti che se la cantano e se la contano.
        Ma fortunatamente siamo in tanti, ognuno con le proprie teorie e modi di concepire e vivere la vita, quindi bisogna cercare punti in comune e di prendere scelte che facciano il bene collettivo e che accontentino in un po’ tutti: dall’operaio all’imprenditore.

        La base stessa della materia non è anarchica, casomai entropica e c’è una bella e sostanziale differenza tra anarchia ed entropia.
        La natura ha creato uno scheletro ordinato sul quale si sviluppa il disordine.

        Prendi l’esempio di una cellula: è una struttura complessa ma non disordinata, nella quale ogni componente chimico fa il suo lavoro correttamente.
        Questo è il motivo per il quale viviamo. Quando in una cellula, per esempio umana, c’è un sovvertimento dell’ordine chimico si innesca una mutazione nel suo metabolismo. Iniziale c’è un aumento del disordine, una rivoluzione, seguita da uno dei due seguenti esiti: o la morte della cellula o la sua evoluzione.

        Dovendo definire in termini biochimici l’anarchia la paragonerei ad una cellula che ha finito la sua rivoluzione ed è evoluta diventando tumorale. L’attività metabolica di una cellula tumorale è l’unico esempio di anarchia che c’è in natura.
        Le cellule tumorali non seguono la gerarchia e l’ordine metabolico corporeo, ognuna fa quello che vuole riuscendo a non calpestare le sue simili ma in definitiva invadendo gli spazi vitali di quelle non mutate.
        Il punto è che mentre portano avanti la loro rivoluzione di smantellamento dell’ordine metabolico e corporeo, prendendosi la libertà di fare quello che desiderano, come l’andare in metastasi, non si rendono conto di causare la loro stessa morte.
        Provo sempre un moto di ilarità quando mi arriva qualcuno che si definisce anarchico.
        Anarchico pacifista? Comunista? Insurrezionale?
        Anarchico come? Ne conosco troppi che si riempiono la bocca con questo nobile aggettivo e poi in definitiva sono solo delle pecore bianche che hanno deciso di pitturarsi di nero per un po’, giusto per sentirsi legittimate a fare un giro fuori dal recinto.

        Che rivoluzione faresti tu?

        Io preferisco non etichettarmi ne attribuirmi nessun aggettivo che possa collocarmi in un recinto politico e\o filosofico, perchè è limitante e inoltre c’è il rischio di tradire gli ideali legati ad una parola o di sfociare nell’incoerenza.

        Poi cos’è tutto sto pessimismo? Inculate? File?
        Io non so te, ma per quel che mi riguarda non sono in fila e nessuno vuole incularmi (tranne il moroso forse per puro godimento sessuale). Ogni singolo è libero di uscire dalla fila delle inculate e un anarchico dovrebbe saperlo bene. Esiste sempre una fila alternativa.

        yIDoghQo’! …direbbe Kotar. 🙂

  5. intesomale ha detto:

    Governo attuale: misura di emergenza prevista dalle regole del gioco. Non è un governo politico, non può e non deve diventarlo.

    Governo con le palle: spaventoso. L’unico sottoinsieme di “tutti” che ha il diritto di agire in modo forte verso “tutti” è “tutti”. Il discorso su Pascal diventa lungo, ma magari prendo spunto da questa storia e ci faccio un post.

    Credo in una convivenza senza gerarchia, o in cui la gerarchia sia costantemente in movimento e basata su un sistema di responsabilità eterarchico (dato che parli tanto di sistemi e di scienza, penso di poter usare questa parola). La società è un modello di decomplessificazione della natura, non un sistema. Il sistema è la natura. Comprendere la natura dell’uomo e adattarvi il sistema è il processo lungo il quale esistiamo (il miglior modello è sempre il sistema stesso); resistere all’esistenza inventando regole è una generalizzazione del comportamento che tanto disgustava Franklin in chi cerca la sicurezza ai danni della ibertà.

    Poi, com’è ovvio, c’è libertà e libertà, ma la limitazione morale di sé stessi può essere solo interiore. Ogni necessità di ingerenza violenta non può essere pensata, nel mio sistema minimale di valori, come un’anomalia. L’anomalia può essere inevitabile nel breve periodo, ma nel lungo periodo va evitata come la peste. Il potere puzza e fa male alla pelle.

    “La base stessa della materia non è anarchica, casomai entropica e c’è una bella e sostanziale differenza tra anarchia ed entropia.
    La natura ha creato uno scheletro ordinato sul quale si sviluppa il disordine.” Questa è un’idiozia. La base della materia è ignota. L’entropia e l’anarchia sono estensioni di grandezze diverse: se vuoi paragonarle, devi fare molto più legwork. Un’analogia buttata lì la posso respingere con una risata. Se invece quel che vuoi dire è che la vita è controllo e sistema di regole, allora posso capire quel che intendi: se non seguo delle regole di sopravvivenza, muoio. Va benissimo. Ma la necessità di un’autoregolamentazione generalizzata non è di per sé una giustificazione morale dell’imposizione violenta di convenzioni.

    L’anarchia che immagini tu, paragonata a una cellula tumorale, è un rottura del termine medio. Non puoi paragonare l’anarchia – soprattutto nella sua variante individualista – a decisori non razionali, che non sono dotati di una capacità di scelta (che anche se fosse illusoria sarebbe comunque imprescndibile).

    Chi ha parlato di rivoluzione? Vuoi sapere come vivo? Sarei deliziato dal raccontarti che individuo cosmico-storico sono, ma la mia presenza sui blog è per scelta avvolta dall’anonimato 😀 😀

    Ti rilancio io una domanda: se non ti descrivi con le parole, con che cosa lo fai?

    “Poi cos’è tutto sto pessimismo? Inculate? File?
    Io non so te, ma per quel che mi riguarda non sono in fila e nessuno vuole incularmi (tranne il moroso forse per puro godimento sessuale). Ogni singolo è libero di uscire dalla fila delle inculate e un anarchico dovrebbe saperlo bene. Esiste sempre una fila alternativa.”

    ^eh, ma vedi, la via d’uscita o è offerta a tutti o non conta.

    İyi akşamlar

    • Cerchidifumo ha detto:

      No aspè…Vado di fretta ora, ho letto velocemente e devo cercare alcune parole sul dizionario 😀 prometto che ci penso appena torno a casa 😀 – ho inderogabili prove canore 😀

  6. Cerchidifumo ha detto:

    Bene, sentiti onorato se di prima mattina anzicchè fare colazione impiego questo tempo per scrivere ^_^ (vado di fretta perchè tra 1 ora devo essere in città per poi andare in Slovenia ad una fiera fotografica ma vabbè).

    1. ribadisco che “la natura ha creato uno scheletro ordinato sul quale poi si genera il disordine”.

    Studiati la struttura di una macromolecola di DNA o un qualsiasi acido nucleico e poi ne riparliamo. Oppure vallo a dire ad un biocristallografo o cristallografo inorganico che la natura non si esprime attraverso scheletri e schemi ordinati. Mai sentito parlare di reticolo cristallino?

    .. Ecco, forse a ben pensarci anarchico non è solo il metabolismo delle cellule tumorali ma anche la struttura delle ramificazioni di un polisaccaride. Probabilmente col tempo mi verranno in mente altri esempi di anarchia molecolare…Ti terrò aggiornato. Non sono analogie buttate li per il semplice motivo che quello che avviene mel microscopico avviene anche nel macroscopico.

    2. La base della materia ignota…?!?!?!?!?!? Questo mi fa dedurre che probabilmente non hai mai aperto un libro di chimica di tua spontanea volontà se non sotto forzatura 😀
    Esiste quella cosa chiamata “tavola degli elementi” che spesso si vede appesa nelle aule di scienze ^_^ Ecco, quella è la base della nostra materia, che non è minimamente ignota ma ben classificata.
    Hai mai sentito parlare di “chimica del Carbonio”? è quella sulla quale si basa la nostra vita e il 99% dei quello che ci circonda.
    La nostra materia non è ingnota ma è a base di carbonio più altri elementi combinati con esso.

    Poi volendo vederla in termini quantistici, ogni elemento ha la sua configurazione elettrinica e noi
    altro non siamo che atomi interconnessi tra di loro tramite i vari legami che creano gli elettroni.
    La struttura degli atomi è nota ed è abbastanza ordinata: protoni e neutroni a formare il nucleo con gli elettroni che gravitano attorno in zone di probabilità chiamate orbitali.
    Scendendo nel subatomico c’è tutta la branca della fisica delle particelle e posso assicurarti che la materia “è nota”, decisamente nota…L’unico problema magari sono i buchi neri con l’antimateria…Ma restando su questo piano materiale, quello del nostro pianeta e soprattutto non scendendo troppo nella scala microscopica asserisco che dire “la base della materia è ignota” è una bestemmia.
    Se così non fosse non esisterebbe tutta la branca della chimica analitica ^_^

    Insomma vabbè filosofeggiare però preferirei evitare la metafisica.

    Detto ciò la via d’uscita ognuno la può imboccare. é offerta a tutti, il problema resta che in molti non hanno le palle per imboccarla.
    Vedi che alla fine è sempre una questione di palle? 😀

    E per concludere se non posso descrivermi con le parole lo faccio coi fatti 🙂
    Spero di essermi spiegata sufficientemente bene. Alla prossima.

    • intesomale ha detto:

      eheheh per sentirmi onorato non mi bastano le tue dieci meno dieci, voglio le tue sette di sabato mattina, dopo un intenso struggimento notturno a pensare alle mie emozionanti e profondissime verità o menzogne.

      1. scherzi a parte, vedo che i tuoi toni continuano a essere più pungenti del dovuto e che non vedi da che parte sta il problema ermeneutico. Non sto mettendo in discussione la struttura del reticolo cristallino, del DNA, della struttura del nostro cervello, dell’organizzazione del linguaggio o di mille altre cose che potrei conoscere a menadito o che potrei anche fingere di conoscere e pescare da Gödel, Escher Bach senza che tu lo sappia mai 🙂 Si tratta piuttosto del fatto che non usiamo le stesse definizioni di ordine e disordine. Tu quando vedi un sistema complesso ci vedi dentro dell’ordine. Io ci vedo dentro un disordine, considero disordine l’adattività, considero disordine la resilienza! Pazzesco, eh, come alla fine le parole siano molto più duttili delle cose?

      E nel differire della nostra definizione di ordine e di disordine, differisce anche la nostra definizione di anarchia. Hai una visione deterministica dell’uomo, in te non c’è alcuno spazio per la morale individuale… uccideresti un uomo per far funzionare meglio la società? Se no, perché no?

      2. Mi stai seriamente spiegando la tavola degli elementi? Mi stai spiegando come funzionano le configurazioni quantistiche *note*? Questo è davvero buffo. E il modo in cuie tu mi “insegni” la chimica del carbonio è abbastanza discutibile. La base della materia non è il carbonio di cui siamo costituiti, che peraltro è meno del 10% del nostro corpo, e non il 99%, quindi se vuoi fare la voce grossa almeno studia. La base della materia è il sistema OLTRE il modello quantistico parziale e non del tutto completo che è stato provato sperimentalmente.

      La chimica analitica, la fisica quantistica, e la ricerca in generale non esisterebbero se la base della materia NON fosse ignota.

      Che la via d’uscita la può imboccare ciascuno non è vero. Guardati in giro. Guarda la disperazione. Ti renderai di quando il tuo realismo rischi di ridursi a un banale conformismo da XXI secolo. I fatti non descrivono. I fatti vengono vissuti. Non garantiscono la conoscenza di sé stessi. Almeno secondo me.

      • Cerchidifumo ha detto:

        come fai a considerare l’adattività e la resilienza disordinate? ^_^
        Son due delle proprietà che mantengono ordinato il mondo.

        Per quel che riguarda il mio amico Carbonio, è la base dalla materia con cui siamo costituiti a livello molecolare, togliendo l’acqua (tutte le molecole organiche note sono a base si C).
        Il nostro corpo in definitiva è un immenso substrato costituito principalmente da atomi di C, H, O e N.
        Poi se uno vuole spaccare il pelo allora quanto ad abbondanza chimica atomica del corpo umano, in primis c’è l’ossigeno seguito però a ruota dal carbonio.

        Dico il 99% di quel che ci circonda perchè uso il modello Lambda-CDM per le mie osservazioni, del quale prendo in considerazione solo il 4% di materia barionica nota della quale facciamo parte.
        (Il fatto che poi il resto dell’universo sia costituito da energia ed materia oscura è un’altra faccenda che può essere troncata. I miei ragionamenti, con le persone che non sono interessate alla scienza, non escono mai al di fuori dell’orbita terrestre, nel senso che il mio sistema di riferimento è il pianeta Terra, con le sue leggi).
        Ovviamente se prendessi in riferimento l’intera via Lattea allora direi che quel che mi circonda al 80% è idrogeno, seguito da elio etc…
        Inoltre all’interno del 4% di massa barionica il mio 99% di C è riferito al seguente dominio: io e la stanza nella quale mi trovo :), nella quale non c’è acqua ad eccezione di quella presente in me e nell’atmosfera.
        il C lo trovi in qualsiasi oggetto che ti circonda, te compreso ed è la base della vita insieme all’ossigeno e idrogeno; però secondo me O e H non sono fighi come il carbonio che ha tante divertenti forme allotropiche e quindi li ostracizzo sempre dalle mie %.
        Considera che il carbonio da vita a oltre 11 milioni di composti.
        Se vivessi al polo nord o nel deserto non pomperei così la %, ma sto (e probabilmente stai) in un ambiente che è un tripudio di materie plastiche e nanotubi di C…Per farla breve: W il Carbonio, non ne basta mai!.
        Poi la chimica analitica studia la materia da un punto di vista qualitativo e quantitativo.
        Su un campione che arriva in laboratorio l’obiettivo è capire: cos’è e quanta roba c’è dei vari elementi\molecole – detta in termini brutali…Quindi esiste proprio perchè studia la materia nota.
        La meccanica quantistica tratta lo studio dell’interazione tra radiazione e materia.
        Ovvio che se poi uno inizia a ragionare usando Universo come dominio per i propri raggionamenti scientifici o metafisici finirebbe addirittura per dire che ne io ne te esistiamo.

        Riguardo alla faccenda disperazione, dipende da cosa intendi tu col termine disperazione.
        C’è chi la considera una forma di pigrizia, chi invece l’unico peccato che non si può perdonare…
        Avendo avuto la “fortuna” di nascere in quella fetta di popolazione che affama e asseta il resto del mondo posso dire di non conoscerla molto bene, fortunatamente.
        Vivendo in Africa mi dispererei nel vedere i miei figli morire di fame e non poter far niente per salvarli…Ma qui di cibo ce n’è in abbondanza, lo si butta addirittura e se sei povero o decidi di esserlo riesci a sopravvivere in un modo a nell’altro.

        Cos’è che fa veramente disperare l’uomo? Qualcuno risponderebbe la mancanza di fede e credo che sia vero.
        Quando credi nell’esistenza di un qualcosa oltre la materia non hai mai un valido motivo per disperarti.
        Comunque sono molto innamorata della vita in tutte le sue sfaccettature e trovo noioso disperarmi o cedere alle pulsioni pessimistiche. Preferisco fare sempre qualcosa di alternativo.
        Inoltre, secondo me la banalità in natura non esiste…Anzi, è un vizio dell’uomo reputare cose, persone, accadimenti come scontati.
        Odio il kitsch ma non disprezzo la banalità.

        Poi il conformismo non è altro che una forma di mimetismo; a me sinceramente non interessa ne conformarmi ne diversificarmi dal contesto nel quale vivo; mi concentro sul il mio equilibrio interiore e le azioni che compio diventano un’estensione di quel che sono. Per quello dico che “mi descrivo con i fatti”.
        I fatti prima di essere vissuti nascono all’interno del singolo. Non garantiscono la conoscenza di se stessi, piuttosto sono un modo per portare all’esterno quel che si è.

        “Uccideresti un uomo per far funzionare meglio la società?”…Tipo un pedofilo, un assassino, uno stupratore? 🙂 No, li userei piuttosto per far funzionare meglio la società e non negerei loro la possibilità di autoeliminarsi.
        Della serie se uno ha violentato un ragazzino e finisce in galera, dovrebbe farsi tutta la vita in miniera, a spaccar pietre, a piantar alberi etc… Poi se non gli sta bene il fatto di lavorare fin quando non è da reparto geriatrico, la cintura, i rasoi, i lacci per le scarpe glieli lascio in cella; se vuole uccidesi è libero di farlo.

        Non ho una visione deterministica dell’uomo, Heisemberg me lo vieta, forse più tendente al compatibilismo 😀

  7. intesomale ha detto:

    “come fai a…”: dipende dal modo in cui io intendo l’idea di disordine. Il disordine per me è solo un grado di complessità incomprensibile all’osservatore.

    “tutte le molecole organiche…” certo, sono d’accordissimo. Organiche.

    “Ovviamente se prendessi in riferimento l’intera via Lattea allora direi che quel che mi circonda al 80% è idrogeno, seguito da elio etc…” ok, infatti, chiaro, parlavamo di cose diverse.

    “Inoltre all’interno del 4% di massa barionica il mio 99% di C è riferito al seguente dominio: io e la stanza nella quale mi trovo , nella quale non c’è acqua ad eccezione di quella presente in me e nell’atmosfera.” chapeau!

    “Vivendo in Africa mi dispererei nel vedere i miei figli morire di fame e non poter far niente per salvarli…Ma qui di cibo ce n’è in abbondanza, lo si butta addirittura e se sei povero o decidi di esserlo riesci a sopravvivere in un modo a nell’altro. Cos’è che fa veramente disperare l’uomo? Qualcuno risponderebbe la mancanza di fede e credo che sia vero.” non sonod’accordo, è la mancanza di speranza su questa terra. Il cielo che ti inventi non basta mai (ps: i poveri muoiono, di fame e anche di freddo, in America più che in Italia).

    ““Uccideresti un uomo per far funzionare meglio la società?”…Tipo un pedofilo, un assassino, uno stupratore? No, li userei piuttosto per far funzionare meglio la società e non negerei loro la possibilità di autoeliminarsi.” Quasi altrettanto agghiacciante, perché fa dell’uomo un mezzo, ma più rispettabile e quasi condivisibile, vostro onore 🙂

    Ok, comunque, chiudiamola qui, se rispondi leggo volentieri e ti lasco l’ultima parola, inchinandomi a una valente avversaria. Il dialogo è estenuante. Un giorno ci vediamo di persona in cima a un grattacielo in stile Matrix per una resa dei conti a pugni e calci.

    Pfüati (che sembra brutto ma è un saluto molto bello in una linguaccia testarda che non vuole estinguersi anche se dovrebbe)

    • Cerchidifumo ha detto:

      tu dici la speranza, io dico la fede…Chi manca la carità.

      <> mi ripeteva spesso colei che mi ha dato le nozioni basilari di religione.

      Averle tutte e 3 è bella cosa assai 🙂

      Živijo! ! Se vidimo! (in Sloveno).

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