The day after Valentine!

–  16.30 da me?
Mando uno squillo di assenso.
 
Con calma mi preparo ed esco, prendo il bus e resto bloccata nel traffico…Nonostante tutto arrivo in orario.
Scendo dal bus e mentre mi avvio verso casa sua incontro la sorella che sta andando a fare la spesa, mi guarda sorpresa e mi dice: “Luca non è ancora arrivato”.
– Vabbè lo aspetto.
Gli faccio uno squillo per fargli capire che sono arrivata e lo sto aspettando. Ricevo un sms: “sono in riunione. Chiamami dopo”.
 
“Ok, si è fottuto il cervello”-  penso- “forse ha avuto un’urgenza improvvisa sul lavoro, vabbè me ne torno a casa, sono stanca di aspettare”.
Pochi istanti dopo, mentre attendo il bus per tornare a casa mi arriva un altro messaggio: “ma no!!! Sto arrivando!”.
 
Se sta arrivando può prendere solo 2 strade, una passa davanti alla mia fermata e l’altra no; se è destino prende la prima.
Nel frattempo arriva il mio autobus .Decido di prendere quello dopo, spinta dalla curiosità di vedere se ci incrociamo o meno.
Niente da fare, passano 15 minuti e mi dico: “il prossimo bus sarà qui a momenti, lo prendo, non posso stare ad aspettare Totoro, ormai ha accumulato 30 minuti di ritardo, imperdonabile”.
Squilla il telefono “sono arrivato a casa, dove sei?”.
– Sto aspettando il bus alla fermata vicino casa tua, torno a casa, sono 30 minuti che ti aspetto e mi sono stufata.Ci sentiamo domani.
– Come vuoi.
 
Salgo sul bus pensando: “ha preso l’altra strada, evidentemente non era destino. Odio San Valentino.”
Mi siedo; ormai mi sono arresa ai suoi ritardi epici ma ciò non implica che abbia la pazienza di aspettarlo.
Forse perchè sono impulsiva, se fossi stata un’altra non avrei preso il bus e sarei andata da lui, la sua casa sta a 4 minuti a piedi dalla fermata, ma ho preferito andarmene.
Poi se lui era un atro mi avrebbe detto: scusami, dai vieni!
Oppure si sarebbe fiondato alla fermata per fermarmi…
Il bus percorre via Flavia e all’incrocio con via Caboto devia il percorso.
“Cavolo, ho preso il bus che passa per la zona industriale, ci starò un po’ di più del previsto per arrivare a casa…”.
Casa mi e quella di Totoro distano circa 25 minuti di bus e 10 di auto (più o meno), 30 di bici.
Arrivo nel mio regno rimuginando sul fatto che “Totoro mi dovrà delle spiegazioni”.
Sulla strada di casa mi immagino il finale da film…
“Se fossi in un film, lui mi sarebbe corso dietro e mi avrebbe impedito di prendere il bus, fanculo lui, i suoi ritardi e San Valentino”.
Mi sento anche un po’ in colpa per essermene andata, fossi stata più ragionevole la faccenda si sarebbe chiarita con uno “scusami per il ritardo”.
 
Svolto l’angolo della strada, quello dove c’è il mio muretto dei desideri, vicino al cancello di casa mia; quello dove spesso mi sono immaginata di trovarci seduto l’uomo della mia vita.
Alzo lo sguardo e lui è lì ad aspettarmi.
 
Sul mio volto corrucciato compare un sorriso immenso e penso: “è meglio di un film”.
Lui mi guarda sorridendomi…Noto i dettagli, ha la bocca con un leggero rossore agli angoli della bocca, noto che è ancora vestito coi i suoi abiti da battaglia, quelli che usa per andare a lavoro e soprattutto noto la faccia stravolta, tipica di uno che si è appena svegliato.
La prima cosa che gli dico è:
– tua nonna ti ha cucinato del sugo oggi?
– si perchè?
– hai ancora l’alone agli angoli della bocca, cos’è successo?
– Eh scusami, mi sono addormentato dopo pranzo, sono stramazzato sul divano della nonna e non ho sentito la sveglia, quando mi hai squillato mi sono svegliato di scatto e mi sono reso conto di essere in ritardo, ho preso il cellulare per scriverti che stavo arrivando ma nel rincoglionimento è partito prima uno di quei sms predefiniti.
– ah ecco, mi sebrava assurda la faccenda della riunione.
– sono corso via da casa di mia mia nonna, sono tornato a casa e mia sorella mi fa: “Ma Emanula? L’ho incontrata 10 minuti fa; ti stava aspettando”. Ti ho chiamato…E ora sono qui.
– in pratica hai corso come un matto per aver fatto prima del bus, tra l’altro hai avuto culo perchè ha deviato in zona industriale
– si, immaginavo che fossi incazzata nera con me, volevo scriverti che ero arrivato sotto casa tua ma ho preferito sorprenderti.
 
Questo è il mio Totoro.
Mentre parlava per scusarsi , osservavo il suo viso assonnato, l’alone di sugo agli angoli della bocca, i capelli completamente arruffati e mi ha fatto tenerezza.
Mi sono inumidita le dita con la saliva e gli ho tolto le tracce di pomodoro dalla bocca, gli ho passato le mani tra i capelli per risistemarglieli e l’ho baciato.
 
– Allora, sai dove andare per prendere i prodotti per farmi più bello?
– Si, proviamo al centro commerciale qui vicino…
Fallimento. Non c’era niente di quello che cercassimo, allora siamo andati ad un negozio tipo CAD vicino a casa sua e abbiamo trovato sia l’olio per i suoi capelli che i cerottini per i punti neri.
-Ehi, ma perchè c’è una donna nell’immagine della confezione?(riferita a quella dei cerotti). Mi stai “frocizzando!”.
– Ma Luca smettila di dire cazzate, c’è una donna perchè solitamente le donne usano molto di più questi prodotti, ma in definitiva sono unisex.
– Ma come funzionano sti cerotti?
– Guarda l’immagine: ti lavi la faccia, la lasci bagnata e azzecchi i cerotti nella zona T, nel tuo caso solo sul naso.
– Cos’è la zona T?
– questa qui…
– A ok. Ma quante volte devo usarli?
– In pratica solo questa volta, poi farò in modo che la tua pelle resti sempre perfetta e non darò tempo al tuo sebo di ossidarsi.
– Come?
– Be, ti faccio fare la fumantina che dilata i pori della pelle e poi con una garza ti tolgo le varie impurità…
– Quante volte?
– Penso che ti basti una volta al mese 🙂 Però devi usare una volta a settimana lo srub.
– ok. Ora però passiamo in farmacia che devo comprare degli spray per il naso e poi ti va una pizza?
– ok…Però gli spray fanno male, meglio l’aerosol…Senti ma perchè non vieni dal mio medico? è un grande!
 
In pizzeria in attesa che ci servano, mentre gli leggo i bugiardini dei farmaci che ha comprato, alzo lo sguardo e lo noto perso a guardarmi, mi prende la mano.
– che c’è?
– sei bellissima.
Aveva gli occhietti a forma di cuoricino e le guance rosse.
Gli sorrido e gli do un bacino.
– Allora domenica andiamo a Venezia?- mi chiede.
– Va bene.
– Vado domani a fare i biglietti allora!
–  vuoi la mia carta viaggio? Anzi magari dopo la pizza passiamo da te e vediamo gli orari del regionale e i costi sul sito della trenitalia 🙂
 
Una volta davati al pc gli spiego velocemente a cosa mi serve la carta viaggio (essenzialmente per farmi il biglietto on line e\o bloccare le offerte mini).
– considera che sabato faremo nottolata – gli dico – per che ora vuoi partire la domenica?
– per le 10?
– no io direi per le 8, tanto sono 2 ore di treno, andiamo da un capoline all’altro e possiamo dormire a bordo senza problemi.
– va bene…
Mi bacia.
– Buon SanValentino amore.
– Vabbè…Grazie…Buon San Valentino anche a te.
 
L’ultima volta che sono stata a Venezia era Agosto; Totoro lo avevo già incontrato ma non era minimamente al centro dei miei pensieri. Ho comprato questa maschera che ovviamente ora potrò usare senza che tutti i guardino come se fossi uscita dal manicomio.

Cavalcante un leone in Piazza San Marco, in pieno agosto e ovviamente in maschera.

– Bene, ora che ti ho illustrato i misteri della carta viaggio possiamo andare a letto. Metti su un po’ di musica 😀
Lo lascio davanti al pc, mi butto di peso sul letto e mi tolgo i tacchi, che sollievo dopo tutte quelle ore.
Lo guardo mentre seleziona le compilation.
Mi raggiunge, nel mentre la sua gatta cicciona è entrata in stanza.è proprio obesa…Sembra un piccolo buddha.
Mi accoccolo tra le sue braccia ma la mia quiete dura poco.
– Se muoio voglio essere cremata.
Totoro mi guarda interdetto…
– che cazzi di discorsi sono?
– be, tutti dobbiamo morire, se io muoio voglio essere cremata e prima desidero donare gli organi se è possibile, se sono buoni. tu invece?
– io voglio essere bruciato.
– in che senso? come gli indiani?
– si.
– eh no cazzo, Luca, non ti porto in India, dovrai adeguatri ai metodi di crematura italiana oppure dovrai andarea schiattare li. A, tra l’altro se resto in coma e non si a quando mi sveglio tenetemi attaccata alle macchine massimo un anno e poi staccate tutto.
– ma perchè? c’è gente che si sveglia dopo 20 anni…
– si, ma in che condizioni? 1 anno Luca, mi raccomando. Tu invece?
– io 5 anni.
– va bene.
– ma perchè sti discorsi?
– perchè è meglio arrivare preparati, non si sa mai che i miei si dimentichino le mie volontà e mi ritrovi a decompormi in una cassa da morto.
– bon cambiamo argomento?
– ooo poverino! ti sei messo in ansia…Non capisco perchè tutti si fanno sempre tanti problemi a parlar di morte. Comunque…Perchè che non mi sei ancora zompato addosso?
– Perchè mi piace stare sdraiato con te, tenerti abbracciata ed ascoltarti sparare cazzate.
– io cazzate? Ora dovrò punirti! fai però prima uscire la gatta dalla stanza 🙂
 
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Informazioni su Cerchidifumo

...about me? Ah ah ah...
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10 risposte a The day after Valentine!

  1. orofiorentino ha detto:

    Ma siete proprio una coppia simpaticissima…Le ultime volontà il giorno di San Valentino! Troppo Forte

  2. zebachetti ha detto:

    tu e le tue cazzate torotoro umphrey bogart uguale grande. ma Grande anche tu cerchino un bacio ciao.

  3. Se avessi bisogno di un vaso di gerani da mettere sul davanzale, saprei dove cercarlo !

  4. vince2006 ha detto:

    Che Teneri che siete 🙂 Ma lui come prende il fatto che parli dei suoi punti neri? io ti avrei fatto fare già il pezzo da casa sua alla tua a piedi rincorrendoti in bici per non farti prendere l’autobus 😀

    • Cerchidifumo ha detto:

      Come dovrebbe prenderla? 😀 Tutti hanno i punti neri ed è giusto eliminarli. Anzi dovrebbe ringraziare Dio che non sono una di quelle pazze che si dilettano a toglierli con le unghie….Tipo una mia amica tortura la schiena del suo convivente. 😛

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