L’attitudine a sbagliare.

Indovina chi è Cerchietto.

Chi è cerchietto?

Dal 27 dicembre 2011.

-Andiamo, siamo in ritardo!- disse Cerchietto.
– Aspetta che ti faccio una foto con mamma!- ululò mia sorella.
– Bon dai, facciamo presto. Mamma vieni qui, mettiti in posa . 🙂
Sister scatta un paio di foto.
– Bene possiamo andare! Ciao sister, ci vediamo sta notte.
Si apre la porta di casa e si richiude frettolosamente.
– Mamma prendiamo l’ascensore, ho i tacchi…
– No, metti che si blocca e restiamo dentro, tu devi cantare sta sera quindi meglio le scale.
“Vabbè…Vada per le scale” penso tra me e me.
 
…Una volta al teatro mollo mamma all’ingresso e mi dirigo sul retro con le altre 2 ragazze che cantano insieme a me per andare ai camerini del Teatro Rossetti.
– A che piano siamo?
– Al secondo.
Noto l’ascensore.
– Bon dai prendiamo l’ascensore!- dico alle altre due e mentre formulo questa frase in testa mi passano le parole di mia madre “POTREBBE BLOCCARSI”. In automatico un “fanculo” cancella le parole di mia madre.
Entriamo in ascensore. Usciamo sane e salve e ci dirigiamo ai camerini.
Pochi minuti dopo si vede una calca di gente davanti alla porta dell’ascensore del nostro piano.
Pompieri che vanno e vengono.
– Cos’è successo?- domando ad un tizio che non riesce ad alzare gli occhi al di sopra delle mio “balcone” o “davanzale” o “decoltè” che dir si voglia.
– Si è bloccato l’ascensore con dentro delle persone.
………………………………………………………………………..”Che culo infinito” penso tra me e me,”potevo esserci io li dentro!”.
In pratica quelli che hanno preso l’ascensore dopo di noi hanno passato un brutto quarto d’ora.
 
Una volta pronte cidirigiamo al backstage.
Un casino inaudito dietro le quinte e fumo ovunque (serve per far scena e per le luci sul palco suppongo)-
MANCANO 15 MINUTI ALL’INIZIO DELLO SPETTACOLO- ci avvisa una voce dagli autoparlanti sistemanti un po’ ovunque nel back stage…E pensare che quelli in platea non hanno la ben che minima idea di che “scagaz” avvenga dietro le quinte.
Pompieri ovunque, cantenti, ballerini, presentantori…Gente che corre su e giù in preda al panico.
 
Ovviamente iniziamo tutte e 3 a tossire.
Classica tosse nervosa da “pre-spettacolo”…E giù di sale himalaiano.
Me ne faccio mettere un po’ sul dorso della mano (come se stessi facendo sale- tequila e limone), me lo lecco e la tosse sparisce (serve per aumentare la salivazione).
Nel dubbio mi metto in bocca anche una caramella per la gola e ci bevo su dell’acqua gelida.
Nel mentre il primo cantante ci nota “nei nostri rituali” e fa un apprezzamento al mio davanzale.
– “Signorina, su quel balcone le manca una rosa rossa” – mi dice quel vecchietto canterino, vestito tutto brilluccicoso.
“Cerchietto sta calma è colpa dell’andropausa” penso tra me e me.
Lo guardo senza saper cosa ben dire. Interdetta tra il mandarlo a fanculo o ringraziarlo.
Opto per un bel “grazie ma la rosa non c’è l’ho”.
Insieme a lui un altro lumacoso cantante, il secondo, gli da ragione.
Lui è giovane, caruccio…Inizia a “buttar sarde” (e ha la fidanzata – povera lei).
Fortunatamente ad interrompere quel quadretto “idilliaco” arriva una voce dagli autoparlanti:
-I primi 2 cantanti si preparino, gli altri abbandonino le quinte –  avvisa “quella che dirige la scaletta”.
Noi siamo i terzi quindi siamo andate all’ingresso delle quinte e siamo rimaste lì.
– Uno specchio!-
Abbiamo passato l’attesa davanti quello specchio ad osservarci.
 
Arriva il nostro turno…Saliamo in scena.
Respiro.
2 aste…dov’è la terza?
Arriva un tecnico e me la piazza davanti.
La tiro a me, è troppo in avanti.
Pubblico. Tanto pubblico ma anche tanto fumo.
Non vedo nessuno oltre le prime 2 file.
 
VAI MANUUUUUUU! – è quel tesoro si Simone che è venuto a sentirmi (quanto gli voglio bene).
Cerco mia madre tra il pubblico, so dov’è seduta e butto lo sguardo nella sua direzione anche se non la riesco a vedere.
Parte la base…Parapaparapa—- UHHHHHH!
Mentre canto gli occhi miei si perdono un po’ ovunque.
Sull’autore del brano e cantante Dario, sulla platea e su un punto fisso nel vuoto, con la coda dell’occhio intrevedo le mie compagne.
 
Sta di fatto che quei 4 minuti di canzone svola alla velocità della luce e due secondi dopo sono seduta in platea a guardarmi le altre esibilzioni.
 
Tra la platea c’è Luca.
Incontrato la prima volta mesi fa alla festa del suo compleanno. Ci andai col mio ex.
Ricordo che in quell’occasione, quando arrivammo era già sbronzo. Vabbè, festeggiando il compleanno in osmizza è difficile non esserlo.
Poi più niente…Insomma non ci siamo cercati ne niente.
Fin quando il 24 dicembre mi manda gli auguri su “un noto social network”.
Ringrazio e tra un “cosa combini a Natale- niente di che e tu?” balza fuori la becera idea di proporgli “potremmo andare a farci 2 birre. Stile alcolizzati. Non sono mondana, odio i locali. Compriamo 2 birre e andiamo a farci una passeggiata sul molo”.
Lui accetta e ovviamente la serata di Natale eravamo come due veri “giovani bruciati” a passeggiare per il mio paesino ridacchiando e affrontando discorsi filosofici con due birre proventienti dal Belgio.
 
Sono cambiata. Prima scrivevo molto e parlavo poco, negli ultimi mesi ho iniziato a parlare anche molto. Senza problemi.
Tant’è che a suo avviso “sono una donna piacevole da ascoltare. Interessante. Che mette a suo agio le persone”.
Cavolo, un’intrattenitrice nata a quanto pare.
 
Comunque vabbè…25..26..27.
Luca è in platea ad ascoltarmi con altri amici.
Come finisco mi arriva un sms: “Ah ah ah che fora! La canzone non è il mio genere ma tu sei stata brava”.
Fenomenale. Mi rendo conto che mi piace perchè se fosse stato un altro mi avrebbe detto “canzone stupenda, tutto stupendo”. Lui dice quello che pensa senza problemi.
Lo cerco in platea ma non lo trovo subito.
– Sono in piedi all’ingresso della platea che ti aspetto- mi arriva un suo messaggino.
Lo raggiungo, tra due ciaccole e canzoni finiamo di vedere lo spettacolo 🙂
 
Quando tutto è terminato, si dichiara.
– Vuoi essere la mia fidanzata?
 
C’è qualcosa che mi sfugge.
Io non ti amo, tu non mi ami…Fida che?
 
Ma si, si vive una volta sola.
Salto nel buio. Proviamoci e vediamo come va.
Probabilmente ti innamorerai perdutamente e io ti spezzerò il cuore o viceversa.
Niente di nuovo sul fronte occidentale.
è tipo una relazione per procura, un esperimento.
Come due che si sposano senza essersi mai visti.
Cominciamo al contrario, forse sta volta andrà bene 🙂
 
.-.-.- ieri siamo usciti insieme. Il primo appuntamento da “pseudofidanzati”.
Lui è arrivato con 15 minuti di ritardo.
 – “Una bella donna non si fa mai aspettare, visto che non sei puntuale mi comporterò di conseguenza” (legge del contrappasso – oggi arriverò io in ritardo e vediamo se inizia a imparare la puntualità).
Abbiamo preso l’auto e…Talmente distratti da chiacchierare ha parcheggiato senza fare il biglietto del parcheggio, solo un paio di ore ce ne siamo ricordati , ma c’ è andata di culo. Nessuna multa. Olè.
 
.-.-.-. Dovrei prepararmi ed andare a prendere il bus. Secondo appuntamento da pseudofidanzati.
Oggi arriverò io in ritardo.
 
 
 
 
 
 
 
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...about me? Ah ah ah...
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4 risposte a L’attitudine a sbagliare.

  1. gianlucaavagnina ha detto:

    Trovo il tuo blog intenso, intimo e squisitamente letterario. Ti faccio i miei complimenti.

  2. lamiacasetta ha detto:

    okkey … ma uot about de “davanzale”? Sembra intresting…

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