2 settimane di stop

Ci ritroviamo nuovamente in DAD, per 2 settimane.

No comment, solo bestemmie.

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Quando chi meriterebbe di essere licenziato non lo è.

A lavoro ho un collega che non ha voglia di fare niente e quel poco che fa lo fa male e svogliatamente, fossimo stati in un contesto privato sarebbe stato già licenziato dopo un paio di settimane.

Dopo 7 mesi mi sono seccata di avere a che fare con una persona che “fa el mona per non pagar dazio”; così ho scritto una bella lettera da Dirigente per inadempienza e negligenza in violazione da quanto stabilito dal nostro piano di lavoro e contratto nazionale, nonché regolamento di Istituto.

Fosse solo questo il problema, ovvero che non ha voglia di fare un cazzo potrei soprassedere perché si potrebbe compensare alternativamente facendogli fare mansioni non stancanti, ma il punto è che si permette pure di trattare male alunni, docenti e colleghi, quindi non ha neanche l’intelligenza di avere un basso profilo.

Non è un caso se in media ogni 2 anni ha sempre fatto trasferimento alla ricerca di una scuola diversa, fortunatamente nel 2025 se dio vuole potrà andare in pensione per sopraggiunti termini di età.

Sinceramente non mi interessa che ha l’età di mio padre, è il fatto che manca di rispetto a quelli come me che invece si fanno il culo per compensare le mancanze dovute allo scarso rendimento altrui.

è impensabile che mentre io lavoro questo se ne va a fare la pausa caffè+sigaretta nel bar fuori scuola senza nemmeno timbrare…io al massimo passo la mattina prima di iniziare il turno a fare la colazione al bar, questo invece va durante l’orario di lavoro.

Le opzioni sono molteplici, io cambio scuola giusto per non averlo più sotto gli occhi, lui cambia scuola, io mi faccio spostare di plesso o lui si fa spostare di plesso, l’importante e che non ce l’abbia più tra le palle perché ogni cosa si complica quando c’è lui in mezzo.

è uno spione e pettegolo di prima categoria, insomma tutti lo trovano pesantissimo ma nessuno ha il coraggio di metterlo al suo posto.

Io ci ho provato con le buone, ora spero che dai piani alti almeno gli dicano di adeguarsi agli altri e cominciare a lavorare o finirà comunque male, per lui.

E voi avete mai avuto a che fare con colleghi negligenti?

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Birra

Oggi ho un buon motivo per andare a dormire col mal di testa e quindi non mi lamento: un super aperitivo a base di birra e ottimo cibo.

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Moda adolescenziale nel 2001

Oggi stavo riordinando le foto e ho trovato quelle della gita scolastica che feci nel 2001 a Genova e 5 terre. Ero in seconda superiore.

All’epoca ero fidanzata con un ragazzo della mia scuola e avevo il mio primo fidanzatino che mi perseguitava perché voleva che mi rimettessi con lui; alla fine lui si arrese all’evidenza che non me lo sarei ripresa manco con sotto tortura e si arrese, rimettendosi con la sua ex.

Mi è caduto subito l’occhio sul come andavo in giro vestita. Ero audace, molto audace.

Non me ne fregava assolutamente niente dei vestiti, la moda non mi ha mai interessato, veramente zero e questa foto ne è la dimostrazione.

Giravo con le salopette da uomo, adoravo i cappellini da pescatore e ovviamente il marsupio era un mio fedele compagno per le escursioni. Son sempre stata molto pratica, nel marsupio mettevo: fazzoletti, cellulare Nokia 5110, chiavi di casa e portafoglio.

Poi ovviamente il pile di mamma, perché lei era fissata che potessi sentir freddo e quindi per farla contenta me lo portavo sempre dietro in caso di tempo incerto.

Avevo 16 anni.

Non sono gli abiti che contano. Non è quanto ti trucchi a fare la differenza.

Sotto le salopette larghe avevo e ho un fisicaccio…ma non l’ho mai messo in mostra. Amo la comodità, a lavoro e nella vita vivo in felpa, leggins e scarpe da ginnastica…eppure acchiappo, perché probabilmente anche se giro con un sacco dell’immondizia addosso ho altre qualità.

Son molto fiera di quello che ero, con orgoglio sfoglio le foto coi miei look improponibili per qualsiasi fashion addict.

Ero una nerd nel midollo (andavo benissimo alle superiori) con l’unica differenza che acchiappavo alla grande 😀

Ovviamente poi eliminato il marsupio e il pile di mamma avevo il mio perché 😀

Poi per buttare benzina sul fuoco, quando mi mettevo il mio amato cappellino da pescatore (che ancora sfoggio con fierezza in estate) – non contenta mi facevo anche i 2 codini.

Ferragni per favore si scansi, che mentre lei si faceva chiamare Diavolita io lanciavo mode di spessore 😀

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Jazz&Swing

Lelio Luttazzi lo adoro. Letteralmente, insieme a Nicola Arigliano, Natalino Otto, Fred Buscaglione e chi più ne ha più ne metta.

uno swing come pochi.

Scoprii il genere e me ne appassionai per caso.

Ero appena arrivata a Torino e avevo una fame bestia; essendo già tardi andai alla ricerca di un locale; a quell’ora la stazione era un posto poco raccomandabile, pieno di donne del mestiere, papponi e spacciatori, ma avevo la leggerezza dei 20 anni e me ne sbattevo. Camminavo tirando dritta e non badando al casino intorno a me. A quei tempo stavo insieme ad un ragazzo del quale ero ovviamente innamorata e che arrivò in ritardo.

“Senti, io sono arrivata, ti aspetto al Charlie Bird” – gli dissi al cellulare.

“Scusami, faccio tardi, sto aspettando il tram, mandami l’indirizzo” – mi rispose lui.

“non ne ho idea, è imboscato zona stazione centrale, ti mando un sms”.

All’epoca non c’era Whatsapp e gli smartphone non esistevano. Google maps era ancora agli inizia e quindi condividere la posizione non era fattibile, ne tantomeno geolocalizzarsi, eppure la gente non si perdeva.

Era bello, era tutto più facile.

Lo attesi fuori una decina di minuti e arrivò, entrammo e prendemmo pizza e birra.

L’atmosfera era calda, accogliente, una raccolta pazzesca di vinili e c’era un’ottima musica di sottofondo. Fu li che capii che fino a quel giorno mi ero persa qualcosa di importante per la mia anima e le mie orecchie.

Torino a quei tempi era bellissima; ero li per le Olimpiadi invernali, altro che Covid…una baraonda di gente tra le strade, manifestazioni, luci, fu tutto meraviglioso.

Vorrei tornare a rivederlo il Po, la Grande Madre; da li sù, di sera, si vede tutto il fiume illuminato, è uno scorcio che riempie il cuore.

Ballavamo in giro per strada, cullati dalla musica e dalla tequila. Fu uno dei periodi più folli e belli, dove tutto mi sembrava possibile.

Ero pazza d’amore per quel coglione. è incredibile come ad anni di distanza i miei ex mi sembrino tutti dei giganteschi coglioni, spero siano cambiati, in meglio.

Fu dopo quell’enorme delusione che rivalutai attentamente gli uomini e dopo di lui non ho pianto più per nessuno.

Non è stato un lento processo, è stata proprio una metamorfosi.

Avevo un blog prima di lui, quando ci lasciammo lo cancellai, un po’ me ne sono pentita…scrivevo poesie e probabilmente ero pure brava, erano per lui. Mi girarono troppo i coglioni e piallai tutto. Per un po’ non scrissi niente, ero troppo impegnata a scopare in giro per dimenticarlo e devo dire che funzionò alla grande; soprattutto quando lui piangente tornò a cercarmi chiedendomi di tornare insieme e io lo mandai veramente a fanculo.

Sul perché ci siamo lasciati ora non lo spiego, è una cosa che merita un post a parte e che va addirittura incorniciato. So solo che sono stata forte, e la me di oggi tornerebbe indietro e darebbe una pacca sulla spalla alla me ventenne dicendole “brava ragazza, hai fatto benissimo”.

Ad oggi do’ ancora ragione a George Gershwin:

La vita è un po’ come il jazz… è meglio quando s’improvvisa.

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Sola

E menomale che esistono le bozze di WordPress.

Quello che segue sono io che scrivo _ma non pubblico_ esattamente nel novembre 2018, ecco come mi sentivo: sola, nonostante fossimo ancora una coppia io e il mio ex e avessimo nostra figlia.

Come si dice: chi dimentica è complice.

“È un periodo un po’ cosi… del ©@@z*o.

Stanca di sbattere la testa su un muro di gomma.

Vorrei sentirmi amata/desiderata e invece accumulo solo malcontento e incazzature, tant’è che per la prima volta seriamente sto prendendo in considerazione l’idea di riprendermi la mia libertà e la mia vita.

La vita di coppia è tremenda. Anzi no, la vita di coppia è bella se si vive con una persona “normale”.

Ma io tanto a bolla non sono, a volte mi perdo, lui è proprio fuori asse e quindi vien fuori un disastro.

Devo assolutamente trovare la forza di raccogliere quel che resta di me e buttarmi in una nuova condizione esistenziale, perché così non posso più continuare. Non fa bene a me e non fa bene a nostra figlia.

Sono andata dai miei e mi prende male all’idea di dover tornare a casa ed ingaggiare un’altra mostruosa battaglia con lui e sul quanto riesce a dire/fare/pensare di modo che mi incazzi e diventi una bestia cattiva.

Si parla tanto di femminicidio…bhe direi che non è proprio il mio caso, anzi a volte avrei l’istinto di sgozzarlo e conto fino a 10 e respiro e mantengo la calma e resto tranquilla.

Manderò tutto a fanculo, lo so, è questione di tempo o ci uccideremo. Siamo diventati così “ahhhhhhhhhh, grrrrrrrrrr” _ persi. E io voglio tornare ad essere felice.”.

E infatti venne il giorno che feci crack. Ero talmente furiosa che presi il coltello da cucina e gli dissi “stai zitto e fammi finire di parlare o giuro che il silenzio lo creo io”.

UNA cosa mi manda in bestia, una soltanto ed è quando un uomo con tono sprezzante mi dice “stai zitta”. Soprassiedo sugli insulti, sulle parolacce ma non sullo zittirmi.

Il mio potere è nella parola, sono quello che dico e non esiste per nessun motivo al mondo che non possa esprimermi; lui aveva sto bruttissimo vizio di non farmi finire di parlare, mi interrompeva o peggio ancora non mi ascoltava.

La mancanza di ascolto da parte sua la trovavo devastante, avrei voluto e tuttora avrei voglia di aprirgli la testa e ficcarcele dentro fisicamente le mie parole, per avere la certezza che abbia capito.

Poi io odio ripetermi, figuriamoci con uno che non mi ascolta cosa può venirne fuori.

Lui di tutta risposta con rabbia mi prese per il collo e mi sbattè contro il frigo.

In quel momento ebbi seriamente l’impulso di tirargli un calcio nelle palle talmente potente da fargli vomitare pure la cena del Natale precedente ma capii che dovevo assolutamente disingaggiare la lotta o sarebbe finita male per entrambi. Così gli dissi di lasciarmi e lo spinsi via mandandolo a fanculo. Sipario.

Tempo poche ore e feci le valigie, presi nostra figlia e me ne andai, senza neanche voltarmi.

Quello che mi è pesato di più è stato tornarmene dai miei, l’ennesima delusione sarò stata.

Soprattutto per mia madre che è “per la famiglia”. Idee che a me fanno venire le bolle…Quella della donna che sacrifica la propria esistenza per il bene dei figli, delle apparenze e sti grancazzi.

Infatti tempo 2 mesi contati e ho trovato casa per me e mia figlia (ovviamente vicino a casa del padre per non impedirgli di vederla quando ha piacere).

E questo è quanto. Credo che il mio ex non si sia più ripreso dopo la morte di sua madre, qualcosa è morto in lui, insieme a lei e non è stato più lo stesso. Ho provato a far del mio meglio, ma evidentemente non è stato abbastanza e ho dovuto scegliere se affondare con lui o pensare alla felicità di nostra figlia.

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Sui giovani amanti

Oggi affronto un argomento spigoloso: quando la donna è più matura e lui più giovane.

Sto vivendo un idillio con un giovane uomo del 1993 e che quindi ha 8 anni meno di me. Che dire… Tutto è cominciato come una normale relazione di sesso, nel senso che ci conosciamo a lavoro e lui è giovane e intraprendente e soprattutto sa fare i lavori domestici. Proprio in quel periodo dovevo sbarazzarmi della mia lavatrice e gli chiedo una mano per smontarla, così un pomeriggio viene a casa mia, la facciamo a pezzi e la portiamo giù per farla ritirare (questa manovra è stata necessaria visto che vivo in 5 piano senza ascensore _ ho fatto da sola a pezzi anche il divano che dovevo buttare se è per questo).

Per sdebitarmi dello smeno gli offro la cena (per asporto dal ristorante cinese _ il migliore). Lui accetta, mangiamo, chiacchieriamo, si fa tardi, molto tardi e lui deve ritornare a casa a piedi…Come se ne va inizia a piovere.

Che fare? Ho valutato e ho preso una di quelle decisioni repentine da mettere sulla bilancia a doppio piatto:

Dirgli di passare la notte da me e quel che succede succede o farlo rincasare sotto il diluvio?

Inoltre a me piaceva e non avevo compagnia da un po’.

Fanculo, gli scrivo dicendogli di tornare indietro e che poteva dormire da me.

…e da quella notte non è più andato via da casa mia. A gennaio 2020 ha fatto il cambio residenza ed è venuto a stare da me anche “per la legge”, poi ci siamo pippati tutto il lockdown insieme e ad oggi tutto scorre.

Mia figlia ha accettato più o meno la sua presenza; diciamo che lo ha schiavizzato e lo tratta come fosse il suo cameriere, tant’è che alla maestra della materna, una mattina che lui l’ha accompagnata, quando le ha chiesto chi fosse, lei ha candidamente risposto “è il mio maggiordomo”.

Cos’ha di fantastico il toyboy? che è prestante da un punto di vista fisico. Zero problemi di erezione, sempre eccitato, sempre in piena e col fisico bello da vedere;  è innegabile…un conto è un uomo con la pancia e le palle che pendono e un altro è uno con la tartaruga e vigoroso, olè.

Il che, per una come me, che è sempre attiva e col criceto doppato nel cervello, è una gran cosa; perché se devo scaricare la ram basta che lo sfioro e lui è tipo plug and play.

Il padre di mia figlia è un cinquantenne dotatissimo e ancora funzionantissimo (lo consiglio e sponsorizzo a qualche 40enne che ha voglia di una relazione solo fisica- anche se mi farebbe molto piacere se trovasse una brava donna che lo mantenesse finchè vive) però oggettivamente la sua voglia di accoppiarsi non è la stessa di uno di quasi 30; verso i 50 subentra la stanchezza fisica, mangi e hai il cinghiale sullo stomaco, non ti senti sempre al top e insomma…è una fisicità diversa, un tipo di sessualità che trova appagamento dal copulare una volta a settimana – se tutto va bene.

Io come donna sono in quella via di mezzo che – a volte come tocco il letto crollo e altre sere ho una voglia inaudita, da farlo più volte in una notte; con un toyboy questo è fattibile…probabilmente anche con un mio coetaneo, ma ad oggi non ho trovato nessun 35 enne che mi desse tale certezza; anzi, son stata con quarantenni che andavano in ansia da prestazione e sul più bello si smontavano; il che è molto frustrante per tutti.

Da un punto di vista caratteriale invece è molto soggettivo, ci sono giovani uomini molto maturi e altri che vanno bene solo per il letto; il ho avuto la fortuna di trovare quello che ragiona anche bene; troppa grazia…ma che non so per quanto durerà.

Già mi vedo io 50enne e lui 42enne che perde la testa per una ragazza di 20 anni.

Lo so, ne sono conscia…ora lui è accecato dall’amore e mi tratta come se fossi la sua dea, ma so bene che non sarà per sempre, e quando mi lascerà per una più giovane credo che lo farò scivolare fuori dalla mia esistenza così come è entrato.

Quindi l’importante è essere consapevoli che sono storie a durata di tempo limitato in molti casi. Bisogna viversela come viene, progettando ma non troppo in grande e non sulle lunghe distanze.

Non chiedetemi se lo amo, mi pare scontato che provo profondo amore e rispetto per lui, l’inculata è che mi sono sentita già altre volte così ed è finita. Sempre e a causa mia (nel senso che ero io ad andarmene)…quindi son stanca di parlare d’amore – son solo ossidoriduzioni.

Il mio ex mi rimprovera ogni tanto dicendomi “te sei un’egoista di merda, lasci dietro di te cadaveri e te ne sbatti il cazzo”, se essere coerenti con se stessi è essere egoisti allora si, probabilmente sono egoista… o forse non mi sono mai parcheggiata in storie che non mi davano più niente ma che mi toglievano soltanto.

Non mi si può nemmeno accusare di non essere in grado di non stare da sola, ho passato bei periodi sola con me stessa, anche dopo la nascita di mia figlia e ci stavo bene, solo che il corpo chiama e lo spirito d’avventura pure e quindi non ho mai paura di rimettermi in gioco.

Il mio consiglio quindi è: Donne non ponetevi limiti. Abbiate il coraggio di vivere come desiderate e se il vostro benessere fisico lo trovate tra le braccia di un vigoroso 27enne e voi siete più grandi … “why not?”

 

 

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Cosa sanno dell’amore le rose?

<<Quello era amore. Non c’era dubbio alcuno. Gli era bastato abbracciarla per saperlo. >>

Marcia Rose

Bene, ora la signora Rose mi spieghi come si fa riconoscere l’amore da un abbraccio.
Voglio saperlo.
Ho abbracciato centinaia di persone in tutta la mia esistenza -prima del Covid – tra amici, conoscenti e sconosciuti. Ho abbracciato un po’ di uomini eppure da un fottuto abbraccio non ho mai riconosciuto niente che eventualmente non fosse una sensazione di benessere o eccitamento.
Dal benessere all’amore in mezzo ci passa un abisso.
 
L’unico abbraccio che veramente mi ha fatto sentire l’amore, quello vero, è stato quando l’ostetrica mi ha messo mia figlia sul petto, col cordone ancora attaccato, è l’ho sentita piangere.
Quando l’ho stretta a me, ancora tutta sporca di sangue, in quel momento ho capito che l’avevo combinata grossa, che non sarei tornata più indietro e mi sentivo una sorta di Madonna delle Grazie che aveva appena messo al mondo un miracolo; poi con gli anni la visione si è un po’ distorta e quando guardo mia figlia credo di aver messo al mondo una bestia satanica ma vabbè…dipende dal punto di osservazione.
 
Alla fine l’amore è stato completamente distorto da persone come Rose ed è giusto tornare con i piedi per terra e che le donne che credono in queste cose si rendano conto che tra 2 individui non funziona precisamente così.
 
Inizio a distruggere un po’ di luoghi comuni e pensieri che tipicamente passano in testa alle pulzelle (alla fine era quello che pensavo anche io prima di rendermi conto molti uomini hanno essenzialmente un modo di pensare binario, quando guardano una donna, robe del tipo: scoparsela o meno e se lei gliela darebbe oppure no).
 
1. Un lui sconosciuto ti guarda: NO, NON STA PENSANDO CHE SEI UN ESSERE ANGELICO-
O è sovrappensiero, o pensa a quale sia il colore delle tue mutande e come togliertele, o ha notato che c’è qualcosa che non va sul tuo volto o sul tuo corpo. Il pensiero di un uomo difficilmente supera la fase del “chissà chi è, cosa fa nella vita, dove abita e se ha il tipo”… Quindi dimentichiamo l’essere angelico, i principi e le principesse.
 
2. Fu amore al primo istante —> bugia, è attrazione il primo istante, poi eventualmente subentra il resto (con un tempo variabile in base alla consapevolezza di un individuo).
Quindi tu donna che ci stai con lui cancella ogni idea malsana che hai in testa di matrimonio e famiglia felice; finché lui non te lo chiede, vuol dire che l’idea non gli passa minimamente per il cervello. Quando te lo chiederà allora solo dopo inizierai a fare eventualmente dei progetti, non ha senso disegnare dei dipinti senza la tela no?
Per la maggior parte delle donne, ogni uomo che arriva è sempre il padre dei figli che metterà al mondo.;poi ci si lascia e sono “dolori” soprattutto per quelle che “ci credevano”.
Io non ci ho mai creduto…e forse questa è la mia colpa, ho fatto un figlio perché volevo essere madre e in quel momento c’era una persona di cui ero innamorata e quindi eccomi qui: madre non so neanche io come da già 6 anni.
 
Bisogna liberarsi degli stereotipi tipici dei romanzi rosa e delle fiabe\favole e film d’amore.
Quello con cui stai adesso probabilmente tra qualche anno lo avrai già archiviato, quindi stai nel presente e prendilo per quello che è: un uomo col quale ora condividi qualcosa di te. Niente di più, niente di meno. Se va bene c’è qualche possibilità che sia quello del “per sempre”, altrimenti no.
 
3. fare l’amore con lui sarà diverso, sarà l’amore di quello Vero.
Avanti, non edulcoriamo quello che in realtà è molto semplice.
Il sesso è sesso per tutti. Uguale e identico nel modus operandi, nei gesti, nelle posizioni etc.. L’unica cosa che cambiano sono i corpi per forme, colori, odori e dimensioni, però per mettere al mondo un figlio in modo naturale tutti devono necessariamente fare la stessa cosa o anche solo per provare piacere  la minestra non è che cambia poi molto.
Si ok, uno si può inventare di tutto però l’essenza è sempre quella: la donna ha 3 tipi di orgasmi e l’uomo 2. Fine della storia.
L’intensità dell’orgasmo non è dipendente dall’amore, ma da quanto i corrispettivi partner ci sanno fare o sono in confidenza;  non esiste la cazzata “fare l’amore con lui è speciale” . Se la pensi così probabilmente o hai avuto pochi uomini oppure solo quello, perché quando poi vi lascerete e passerai ad un altro ti renderai conto che alla fine non c’è nulla di speciale, come sei venuta con quello prima, vieni anche con quello dopo, guai se non fosse così – non esisterebbero le famiglie allargate o quelle come la mia.
 
E da qui capisco quello che diceva quella poco santa donna di mia nonna “visto uno, visti tutti” e anche “quando la fe*sa si stanca, la donna si fa santa”.
 
E lo scrive una che è madre. O mio diooooooo che madre di merda che sono.
Cosa insegnerò a mia figlia?
 
Le dirò che il miglior contraccettivo è tenere le ginocchia chiuse.
 
Basta, voglio diventare una mamma santa e pancina 😀
Mostratemi la via, se una ne esiste.
 
 
 
 
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Era di questo periodo, circa.

Ricordo quella sera che prendemmo le biciclette e ci ritrovammo a gironzolare per Gorizia alla ricerca di un distributore.

L’aria era calda ed era buio, ad illuminarci solo la luce dei lampioni, sotto un cielo immenso e stellato.

Pedalavo e sentivo che quel momento lo avrei ricordato per sempre. Stavo bene con me stessa, ero serena.

A prescindere che poi tu hai fatto schifo, letteralmente, e di base ti sei comportato male – questa è una cosa sulla quale ho finito per soprassedere giustificandoti col fatto che non avevi ancora capito molto della vita e delle persone – quel momento mi è rimasto.

Come non mi dimenticherò mai della tavoletta del cesso coi pinguini. Ogni volta che vado da Brico o Obi e passo tra le scaffalature dedicate al settore bagno e vedo le tavolette per wc, mi vieni in mente.

Continuerò ad associarti alle tavolette del cesso finché avrò memoria, non male eh?

Mi piacerebbe poter formattare sta storia della tavoletta e sostituirla con qualcosa di più piacevole, che ne so… Magari con una buona birra in compagnia bevuta in un posto figo, ma stento e faccio fatica a credere che possa accadere, probabilmente accadrebbe qualcosa di altrettanto assurdo, ancora più assurdo della tavoletta coi pinguini.

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Torneremo ad arrampicare piú cazzuti di prima.

te ne vai su da primo di corda senza pensieri, fatichi, imprechi ma poi arrivi in catena e guardi giù e sei felice dei 25 metri saliti con la sola forza delle mani e dei piedi.

Chi arrampica non molla, mai.

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