Everest

Buone passate feste a tutti.

Son reduce dell’influenza che mi ha fatto passare a letto 24-25-26 dicembre (olè)…e ancora non sono al top, morbo ovviamente passatomi da mia figlia.

Infatti le ferie per me hanno solo una semplice funzione: permettere al mio corpo di potersi ammalare ^_^

Con l’anno che arriverà, precisamente con gennaio, seguirò un corso di arrampicata sportiva perché ho deciso di riavvicinarmi alle tanto amate falesie; ora che Virginia va per i 4 anni sto ricominciando ad avere molto più spazio per me stessa.

Vorrei poter scrivere di un paio di cose che mi stanno molto a cuore ma son vinta dalla mia riservatezza e quindi tralascio però metto due indizi; così quando un giorno mi ritroverò a chiedermi “come ho fatto ad arrivare qui” possa identificare il momento in cui tutto è cominciato.

Già qui faccio fatica…non so quando tutto è cominciato: hai sotto il naso – per anni- una persona che conosci molto superficialmente e poi improvvisamente questa ti esplode tra le mani; così, senza preavviso, innescando una serie di eventi che ti fanno prendere decisioni inaspettate, tipo decidere di andare a scalare l’Everest.

La verità è che di preciso non so dove tutto ciò mi porterà, magari a niente…o forse veramente sul tetto del mondo per qualche lungo, interminabile istante (cosa nella quale spero vivamente), ovviamente l’Everest non andrò a scalarlo da sola e spero che il mio sherpa non mi deluda, che non tiri il culo indietro all’ultimo e che tutto ciò che sto vivendo non diventi che una vana speranza.

 

 

 

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Bohemian rhapsody

L’articolo precedente in termini di visual purtroppo è stato e continua ad essere il più visitato (dato preso dalle statistiche),Guido ha vinto la sua birra e credo ne vincerà molte altre perché è uno che la sa lunga.

Ma venendo ad argomenti più serii oggi sono andata al cinema a vedere Bohemian Rhapsody…e niente, è un film veramente ben fatto, attori tutti bravi, quindi andate a vederlo perché passerete due orette e mezza piacevoli e se siete fan dei Queen tenetevi il fazzoletto in tasca.

Freddy era e resta uno dei frontman più potenti della storia, come lui non c’è stato nessuno… tranne quel figaccione di David Gunn, Robert Plant e Petar Gabriel (mettiamoci anche Mick Jagger)… ma Freddy resta Freddy.

Detto ciò che dire; un altro Natale è giunto alle porte e io mi sto preparando ad affrontarlo nel migliore dei modi: ferie tutta una tirata – fora per fora- come si dice in triestino e a zonzo per le lande carsiche.

L’8 prenderò il treno e andrò a Pontebba in giornata a vedere la sfilata di Krampus, inizia alle 17, andrò in treno – in solitaria – ho sempre amato viaggiare da sola.

Sto uscendo da quel torpore dei sensi che mi ha attanagliato per un paio di anni da dopo la gravidanza, ma credo sia normale… le mamme che non soffrono di depressione post parto, i primi anni son completamente catalizzate a non far morire la prole e a farla crescere bene. Appena i figli cominciano a parlare e farsi capire si inizia a tirare un sospiro di sollievo.

Mi sono accorta che oltre il lavoro e la bambina ho più tempo a disposizione per me stessa…e così ho ripreso a guardarmi dentro, sono uscita da una sorta di narcolessia esistenziale che credo accompagni tutte le donne in determinati periodi della propria vita.

Mi sento in profondo rinnovamento, so chi sono, so cosa voglio, so dove voglio arrivare; quello che mi manca è capire ancora a fondo tutte le mie potenzialità e talenti, ci lavorerò.

Buon inizio settimana a tutti.

 

 

 

 

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tette e gattini

Ieri sera ho avvisato i vari contatti del mio suicidio social e con uno di essi – Guido (un super bassista figaccione) – è uscita fuori la tematica blog, una cosa del tipo: “sono anni che ho un blog ma non ho avuto la stessa sorte della Ferragni perché non tratto moda ma è più una cosa dedicata a me stessa” e lui mi ha mostrato la via per il successo.

Tette e gattini is the way

Signori e signore non abbiamo capito una cippa.

Leggo molti di voi, alcuni scrivono poesie bellissime, altri recensiscono film, libri, cd, altri ancora condividono ricette o scrivono come me “per il gusto di scrivere e scaricare la ram”…ma effettivamente i blog ad avere più seguito sono quelli che trattano tematiche specifiche e le spiegano in modo semplice agli “utonti medii”/ entry level, tipo Aranzulla (che ormai ha un impero) o son quelli che danno consigli di bellezza, consigli green o che parlano di animali, moda o roba alla cuori solitari.

Detto ciò il post di oggi sarà dedicato alle TETTE e ai GATTINI – con la promessa di buttare da bere a Guido qualora questo post dovesse risultare il più visto in breve tempo o portare un sincero incremento di click – cosa che da una parte non spero – non tanto perché non voglio buttare da bere, anzi! ma perché ciò implicherebbe che il world wild web è veramente usato da idioti.

Tette & gattini: inizialmente credevo fossero due tematiche separate e invece no!

Mi sbagliavo! Esistono amanti di ambo le cose messe insieme.

Adesso io non so quale turba mentale debba avere una persona per essere interessata ad una cosa del genere ma il mondo è bello perché è vario o no?

E quindi sparatevi il primo contenuto improbabile trovato su You tube che tratta l’argomento

 

Non contenta ho fatto qualche ricerca e ovviamente esiste un fotografo giapponese che ha trattato la tematica con scatti d’autore.

Il foto libro lo trovate in vendita su Amazon (canale giapponese) si chiama “Painyan” di Yuki Aoyama.

…Ora le mie sinapsi si rifiutano di andare oltre nel trattare della faccenda “gatti e tette”.

Essendo donna con le “super tettone” potrei scrivere un trattato sul tutte le problematiche che affliggono le donne prosperose e relativi complessi ma questo sarà per un’altra volta.

Son curiosa di osservare a fine settimana l’andamento delle statistiche 😀

E vi saprò dire se Guido uno di questi giorni tornerà a casa ubriaco o meno…

ps: …e anche sto lunedì è finito. In asilo di Virginia gira la scarlattina…olè!

Altro giro, altra corsa!

 

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Capelli viola

Un paio di giorni fa ho avuto la brillante idea di volermi fare i capelli viola…e si, non avevo una cippa da fare e non potevo muovermi di casa in quanto Virginia aveva l’influenza…e così ho impiegato un pomeriggio ad armeggiare con acqua ossigenata, polveri e colore.

Essendo castana scuro e visto che i capelli bianchi sono ancora un miraggio, li ho dovuti decolorare; ma arrivata a metà testa mi sono stufata perché il mio castano è diventato prima ramato e poi biondo scuro e avrei dovuto starci l’intero pomeriggio a decolorarli tutti.

Così sono passata alla tinta viola…risultato: sembra che un unicorno mi abbia vomitato in testa ma ad essere sincera il risultato mi piace.

Credo che a fine mese comunque andrò dalla parrucchiera a farmeli fare tutti viola, io da sola a casa mi annoio troppo.

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Faccia delle 22.25 dopo 5 giorni trascorsi chiusa in casa con mia figlia in compagnia della sua influenza, moccoli e tosse… e domani si ritorna a lavoro (ero in congedo parentale) e lei in asilo.

Prego qualsiasi divinità in ascolto di farla star bene fino al prossimo anno!

Ciao amici e buon inizio settimana!

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Social downgrade

eccomi di ritorno alle mio piccolo blog.

Ho appena finito di eliminare twitter e silenziare instagram (mettendolo privato e tra un paio di giorni, tempo di capire come effettuare il back up delle foto lo cancellerò).

Adesso mi manca FB che devo assolutamente piallare in quanto ho capito di odiarlo.

La miccia si è accesa nel momento in cui facendo pulizia tra i miei cassetti ho trovato un gettone telefonico.

Ricordo di averlo salvato come ricordo nel momento in cui ho visto che venivano rimpiazzati dalle schede telefoniche.

Adesso stanno eliminando quasi tutte le cabine telefoniche tra l’altro.

Sto benedetto gettone ha dato il via a una cascata di ricordi, tipo l’ultima volta che ho usato una cabina telefonica per telefonare (andavo in terza media);quando mio padre mi regalò il primo cellulare – il nokia 5110, con la cover rossa amaranto intercambiabile…e di come le cose siano cambiate per quel che riguarda il mondo di comunicare nell’arco di un ventennio.

devo essere sincera, sarà l’età…vado per 34 anni, sarà perché ho cominciato a guardare in modo diverso la mia esistenza e soprattutto a dare un valore diverso al mio tempo, sarà che leggo troppe cazzate sui social e troppi commenti ignoranti ma ho deciso di dare un taglio ai social.

Non portano a niente.

Quelle poche volte che ho scritto qualcosa che per me fosse importante i riscontri sono stati nulli, quando invece ho condiviso puttanate “wow!”.

la tristezza totale nel rendermi conto che almeno in Italia FB viene usato per denigrare, sfottere e prendere in giro il prossimo.

Coi gruppi FB si passa dalla padella alla brace e insomma ci sono un milione e oltre di motivazioni per il quale non mi interessa più stare sui social.

La molla credo sia stata anche dovuta al fatto che per qualsiasi cosa la gente mi contatta tramite social, manco passassi la mia vita col cellulare in mano.

io odio il cellulare.

odio l’idea di poter essere contattata in qualsiasi momento da chiunque… mi sta stretto anche whatsupp, pur riconoscendone l’utilità per certi versi.

A me piace parlare con le persone, guardarle in faccia, in extremaratio scrivere una mail, perché son un fiume in piena con le parole e le chat le detesto.

Ho bisogno di sentire la voce delle persone, il tono di qualcuno…se è serio, se è ironico, se è allegro.

è bello ricevere una telefonata da un’amica o un amico, vuol dire che quella persona in quel momento ti ha pensato e si è presa la briga di comporre il tuo numero, la vedo come una piccola dimostrazione di affetto.

Invece adesso tutti come stronzi a scriversi via chat, che porcodindio ma non facciamo prima ad andare a bere una birra e parlare?

Oh da quanto tempo non esco a bere una birra…io poi che son veramente un’intenditrice (ho lavorato in un birrificio prima che nascesse mia figlia e facevo il controllo qualità).

E niente, rimpiango un po’ quei tempi in cui i rapporti erano più autentici, dove tutto era un po’ più complicato.

Non è vita sui social ma è un concorso per mucche, dove i migliori esemplari si espongono al voto, impavidi del giudizio della gente…mentre le altre finiscono al macello.

E io non mi sento una vacca da concorso e neanche carne da macello.

Quindi piallo tutto, non è possibile che esista gente come la Ferragni, non nel mondo che vorrei per mia figlia.

Tranne il mio blog che è l’unica cosa che veicola realmente i miei pensieri e inquietudini.

E citando uno che amo profondamente:

<< Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l’anima in fiamme.>>  Charles Bukowski

E sta gente non sta sui social 😀

Alla prossima e buon week

 

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la breccia della porta

Mia figlia ha la fissa di sbattere le porte anziché chiuderle delicatamente e inoltre non capisce quando è il momento di fare silenzio.

Ieri ad esempio io e Mario stavamo cercando di capire “chi porta e va a riprendere Virginia alla scuola materna” visto che lui ha l’attitudine a cambiare spesso idea.
La sua prima versione è stata “la porti tu e la prendo io”, la seconda “la porto io e la prendi tu”, la terza “pensaci tu che io ho da lavorare” al che son sbottata in un sonoro “oh, ma ti vuoi decidere si o no che mi sto rimbecillendo a starti dietro”…alla fine la porterà lui e la andrà anche a riprendere, tanto io poi tornerò a casa poco dopo e lui sarà libero di fare quello che gli pare.

In tutta sta faccenda, mentre parlavo con Mario (che era in corridoio) stavo seduta per terra in stanza di Virginia a giocare insieme a lei con i lego; lei evidentemente infastidita da tutto sto parlare si è alzata e ha chiuso la porta.

Io le ho detto “Virginia non si fa, quando una persona parla non gli si chiude la porta in faccia”.
Mario riapre la porta e le ribadisce che “non si fa”, lei manco per i tacchi torna a voler chiudere la porta e io nuovamente le dico “quando mamma e papà parlano – anche se nel frattempo sto giocando con te – non vanno interrotti e non si chiude la porta in faccia alle persone”; ma lei niente, ha insistito a voler chiudere la porta.

(Probabilmente ho sbagliato io a creare la dinamica, nel senso che anziché giocare con lei e ogni tanto rispondere a Mario avrei dovuto mettere in pausa il momento di costruzioni coi lego e dirle “gioca da sola che mamma deve parlare con papà”, ma riuscendo a fare le cose contemporaneamente non mi sembrava necessario).

A quel punto Mario ha preso la porta, l’ha scardinata, l’ha messa in corridoio sotto gli occhi increduli di Virginia e le dice “ecco, adesso prova a chiudere di nuovo la porta”.

Tragedia: “papà è cattivo, ha staccato la porta della mia stanza!”.
e io le ho spiegato che “se sbatti le porte o interrompi mamma e papà quando parlano finisce che dovremo togliere tutte le porte”.

Credo abbia capito, da ieri non ha più chiuso malamente la porta di camera sua (che poi Mario ha rimesso a posto).

Il problema non è di per se “il rumore della porta che sbatte” ma il fatto che sono porte con il vetro…e se dovesse rompersi potrebbe farsi male (anche se ho messo gli appositi adesivi per evitare rotture accidentali).

è difficile essere genitori, vivo costantemente con l’idea “avrò fatto o detto la cosa giusta?” e non so darmi risposta perché i risultati sono a lungo termine…

spero bene.

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Addio cazzeggio

E bon, ho ricominciato a lavorare a tutto spiano.
quest’anno ho preso un incarico annuale in una scuola media fino al 30 giugno.

Ho scelto un incarico da 30 ore settimanali, così, visto che la matematica non è un’opinione mi faccio 6 ore al giorno per 5 giorni. Sabato e domenica a casa e tanti saluti.

Il lavoro di per se è una merda perché sono aiuto segreteria/protocollo…quindi mi piglio merda da tutti i fronti se sbaglio.
Tutte le fotocopie dell’istituto passano per mano mia, da quelle dei docenti, alle circolari, alla posta personale per preside, dsga, segreteria con infinita modulistica e vi assicuro che non è per niente rilassante come lavoro.

che porcamiseria si fa tanto per eliminare la carta ma la vedo una missione impossibile, soprattutto in una scuola.
Il problema di base comunque sono gli insegnanti cariatidi, quelli che ti portano le verifiche da fotocopiare su fogli svolazzanti e post it -con tanto di istruzioni su quante copie fare, se fronte retro etc. – alcuni addirittura non sapevano che le moderne fotocopiatrici leggono i file anche da chiavetta usb.

Bellissimo è che il nuovo lavoro va ad intersecarsi con l’inserimento alla scuola materna di Virginia…sono due giorni che ho preparato il suo sacchetto e ricambi e sono 2 giorni che Mario li lascia in auto.

Mi domando che buchi neri abbia nel cervello.

la mia esistenza è diventata lavoro con relativi scazzi, salto del pranzo, ritorno a casa in bus, riordino casa, andare a fare la spesa e cucinare cena e pranzo per il giorno dopo. Sveglia ore 5.45, preparare colazioni per figlia e consorte, preparare i vestiti di entrambi, scrivere promemoria per Mario che sicuramente disattenderà, andare a lavoro, prendere servizio alle 7.45….e ritornate a leggere ad inizio paragrafo con “la mia esistenza è diventata”.
ecco, rileggetelo ogni giorno fino al 24 dicembre e potrete capire in che stato emotivo mi trovo e mi troverete per i prossimi mesi.

Infinite imprecazioni.

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